Mabro, salvi tutti i posti di lavoro
Francesca Gori
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AL TAVOLO. Ieri con i sindacalisti (da sinistra) Fabio Della Spora, Roberto Franceschetti e Furio Santini cerano i rappresentanti dellrsu, tra i quali Nadia Perino che hanno partecipato allincontro con i vertici della Mabro Cassa integrazione straordinaria per 80 e contratti di solidarietà
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GROSSETO. Nessun licenziamento alla Mabro. La buona notizia è arrivata ieri dopo l'incontro con i sindacati. Quattro ore di discussione per buttare giù il verbale per la cassa integrazione straordinaria. Su questo oggi dovrà pronunciare l'ultima parola l'assemblea. Un incontro durato quattro ore, quello di ieri. La paura più grande dei sindacati e dell'rsu, era di vedere ancora una volta quei numeri che annientavano le speranze delle vestaglie azzurre. Trenta in mobilità, poi cento, poi ancora trenta. E invece, con la presentazione del piano industriale da parte della direzione dell'azienda, le carte in tavola si sono mischiate di nuovo. Niente cassa integrazione ordinaria, si va per la straordinaria che riguarderà, a rotazione, 80 dipendenti dell'azienda tessile. Per 45 invece, il contratto di solidarietà. I lavoratori quindi, avranno salvo lo stipendio anche se saranno costretti a restare a casa. E il termine è perentorio: 24 mesi. La speranza quindi, è quella di uscire da una crisi che piano piano ha assottigliato le entrate dell'azienda che cuce per Louis Vuitton e Ballantyne nel giro di due anni. Mesi nei quali, nessun posto di lavoro sarà tagliato. I sindacati sono moderatamente soddisfatti dell'accordo raggiunto, che oggi dovrà essere comunque ratificato dall'assemblea dei lavoratori. «La Regione è già stata avvertita - spiega Fabio Della Spora, della Femca Cisl - per evitare ritardi nell'erogazione della cigs. Ora dobbiamo vedere se questo piano basterà a rilanciare l'azienda. Quello che è certo, è che al momento i tagli del personale sono stati scongiurati». Ieri infatti, non è stato discusso nemmeno il piano di mobilità che avrebbe dovuto riguardare il taglio di trenta dipendenti. Trenta volontari che potranno scegliere di usufruire degli ammortizzatori sociali per arrivare alla pensione. Lo spettro del licenziamento, quindi, è rientrato. «Per due anni non sentiremo più parlare di questo - aggiunge Roberto Franceschetti, segretario dei tessili Uil - e dobbiamo dare fiducia all'amministratore delegato che con questo piano industriale ha aperto un ombrello che garantisce la salvaguardia dei posti». Ma che prevede, il taglio di due milioni e mezzo di euro. Taglio necessario per arrivare a investire nuovi capitali nella Mabro. «Credo che di questo ne torneremo a parlare tra due anni - spiega Della Spora - intanto ci concentreremo sulle verifiche della rotazione della cigs e sul rispetto dell'accordo che abbiamo fatto con l'azienda». Gli 80 dipendenti che accederanno alla cassa integrazione straordinaria quindi, saranno a zero ore e riceveranno lo stipendio dalla cassa integrazione guadagni. I quarantacinque che avranno invece accesso allo stipendio di solidarietà, lavoreranno sei ore al giorno. Parte del salario sarà pagato dall'azienda e parte dalla cassa. Salvaguardando quindi, la retribuzione mensile. «Un passo necessario e fondamentale - aggiunge Della Spora - considerando anche di quali lavoratori stiamo parlando. Alla Mabro la maggior parte sono donne, molte di loro hanno il mutuo da pagare e alcune sono sole con figli a carico. Cento esuberi sarebbero stati davvero insostenibili». Una vicenda che, sul fronte aziendale, viene anche seguita da due consulenti nominati dalla Mabro, il commercialista Gianluca Ancarani, sindaco revisore e il consulente del lavoro Marco Milanesio.
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