Luca Montemaggi (Pdl) va allattacco: la delibera tenuta segreta, siamo fuori da ogni regola
«Centri commerciali, il sindaco cambia le carte»
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PDL. Luca Montemaggi 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Quali modifiche ha in mente la giunta per le norme sui centri commerciali? Se lo chiede il capogruppo del Pdl, Luca Montemaggi che, a tre giorni dal consiglio comunale, ancora non ha la delibera specifica, dispersa in qualche cassetto o su qualche scrivania. O, comunque, non dove dovrebbe essere per legge, cioè all'albo pretorio. Montemaggi, infatti, vuole capire che intenzioni hanno sindaco e assessori per lo spazio dove ora si trova l'Oviesse, destinata a finire al Casalone. Le attuali norme, infatti, non consentirebbero un nuovo insediamento di una media struttura, perché non ci sono abbastanza parcheggi. A meno che la delibera "fantasma", come la chiama lui, non preveda modifiche. «È dal 21 settembre - scrive che cerchiamo di conoscere la delibera "fantasma" (la 494). Abbiamo interessato anche il Prefetto, ma niente. La nostra non è semplice curiosità: al di là dell'evidente assoluta mancanza di "trasparenza" c'è il fondato timore che quanto verrà prima o poi affisso all'albo e pubblicato non sia esattamente il testo che la giunta Bonifazi ha "approvato" il 21 settembre. Della sorte di quella delibera - sottratta dal segretario comunale all'ufficio commercio - sono state fornite le spiegazioni più strane: "è da firmare", oppure "va solo collazionata" e anche "va integrata" e così via; oggi, a distanza di due settimane dalla sua "approvazione" non è dato conoscere neppure la "bozza" proposta alla giunta: quel file di computer ce l'ha solo il segretario comunale. Prima o poi comprenderemo le ragioni di tanta inopportuna segretezza. Dato certo è che quella delibera va a modificare la precedente delibera n. 446 di appena un anno fa e le delicate regole con le quali gli insediamenti commerciali possono inserirsi in contesti urbani. E lo fa in un momento in cui agevolare la nascita di nuovi centri commerciali non serve a nessuno, tanto meno agli esercizi di vicinato, ancora una volta schiacciati da logiche di predominio di grandi gruppi commerciali. Queste sono le logiche del sindaco Bonifazi che, incredibile, non ne fa mistero e, anzi, ci informa che sul suo tavolo ci sono centinaia di faldoni ove sono raccolte le richieste di associazioni, enti, società e via dicendo che lui si è impegnato a soddisfare. Il rapporto con la città, così, viene capovolto: nessun disegno strategico da proporre, nessuna grande opera o infrastruttura, nessuna idea forte per condurre Grosseto ad un salto di qualità, solo ed esclusivamente tante, piccole richieste particolari da assecondare».
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