Meteo
Aumenti al distributore automatico. La preside: «Concordati con le famiglie»
Caro-panino all'Itc Fossombroni «Sì, ma per una scelta di qualità»
Sara Landi
◗
LISTITUTO tecnico Fossombroni 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Inizio d'anno scolastico con polemica all'Itc "Fossombroni" di Grosseto. Nei giorni scorsi alcuni studenti hanno protestato con una lettera alla stampa per l'esito della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio ristoro. Secondo loro essa avrebbe premiato «una ditta che a parità di prodotti e qualità metterà in vendita merende a prezzi esorbitanti dando alla scuola un contributo maggiore di soli 3200 euro rispetto a quello preventivato dalla ditta arrivata seconda». L'accusa è di quelle pesanti: per il beneficio economico dell'istituto a farne le spese sarebbero le tasche delle famiglie degli studenti. Ma la dirigente scolastica Francesca Dini non ci sta. Si dice «assolutamente sorpresa e mortificata per i contenuti della missiva», e racconta al Tirreno come con la massima trasparenza «nell'esclusivo interesse degli studenti» si sia svolta tutta la procedura di selezione della ditta. Procedura coronata oltretutto dal voto all'unanimità dei membri del consiglio d'istituto, compreso dunque quello della rappresentante degli studenti. «Proprio per questo motivo - osserva amareggiata la preside - non penso che il documento di denuncia che vi è arrivato sia stato scritto dai ragazzi. Qui a scuola non è stato mandato nessun documento in via ufficiale né tantomeno ci sono forme di protesta degli studenti». Francesca Dini smentisce in modo categorico che l'assegnazione del servizio sia stata fatta tenendo conto esclusivamente del contributo finanziario alla scuola preventivato dalle ditte candidate alla gara. «È un aspetto importante - precisa Dini - ma è solo uno dei tanti parametri dei quali un'apposita commissione formata da professori e genitori e nominata dallo stesso consiglio d'istituto ha tenuto conto per assegnare i punteggi e stilare la graduatoria dei preventivi delle cinque ditte partecipanti». Oltre al contributo bisognava infatti valutare anche la qualità e varietà dei prodotti erogati dalle macchinette, la media aritmetica dei prezzi unitari di bevande, snack e panini e la disponibilità a installare distributori nuovi di zecca. Su questo punto la professoressa Dini insiste molto «perché si poneva un problema di igiene e di corretto funzionamento delle macchinette che si usurano col tempo e ho preteso nuovi distributori in tutti i piani della scuola». Dalla somma dei punteggi conseguiti dalle ditte nelle singole voci è così scaturito il nome della ditta vincitrice della gara, «ditta che nemmeno conosco - osserva la preside - a riprova della regolarità degli atti, tutti affissi, come il prospettivo comparativo delle offerte delle ditte, all'albo dell'istituto». La dirigente non esclude certo che possa esserci qualche variazione di prezzo sul singolo prodotto ma nel complesso «i prezzi saranno comunque inferiori a quelli praticati in un qualunque bar fuori dall'istituto». Nessuna ombra dunque nel procedimento seguito dalla scuola. Non resta che aspettare l'installazione delle nuove macchinette prevista entro pochi giorni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
