«Basta con i furbetti della ristorazione»
◗
SAGRA Tutti a tavola Sagre, un gruppo di esercenti orbetellani chiede al sindaco Matteoli maggiore tutela
2 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Un appello al sindaco per essere tutelati da forme di concorrenza sleale dell'associazionismo no profit. E' quanto si legge in una lettera aperta che ha per mittente un gruppo di esercenti del Comune di Orbetello (ma in calce non ci sono firme, ndc.) e per destinatario proprio il primo cittadino Altero Matteoli. Il problema, si capisce subito, è quello delle sagre. «La causa della nostra preoccupazione - scrivono - deriva dalla selvaggia "invasione di campo" da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche. Il terzo settore composto da impianti sportivi, palestre e sagre è diventato a tutti gli effetti un fenomeno di attività imprenditoriale legato al mondo del no profit». Così può capitare, dichiarano, che si spaccino per associazioni o società senza fine di lucro attività che in realtà vogliono solo confondere il fisco ed evadere le tasse. In una sua inchiesta non a caso Repubblica del 2 luglio li ha chiamati i furbetti del no profit. «Ci risulta - dicono ancora a Matteoli - che a livello nazionale l'Agenzia delle Entrate ha effettuato controlli su 200 società che producono nero per cifre comprese tra i 50 e i 70mila euro con punte di 100mila anche se le associazioni che restano al di sotto del limite dei 250mila euro all'anno godono del regime agevolato in ragione del 2 per cento del volume dei ricavi». Utilità sociale e profitti non possono essere compatibili quindi «chi opera in questo settore non dovrebbe chiedere concessioni di alcun genere e dovrebbe destinare le prestazioni dei servizi solo ed esclusivamente ai propri soci e non al pubblico». «Vogliamo far riflettere chi ci amministra sul fatto che se si assegna il monopolio della ristorazione alle associazioni o società durante il periodo estivo si crea un danno economico e una grande ingiustizia nei confronti di quelle piccole imprese spesso a carattere familiare che pagano regolarmente le tasse e rispettano la legge». L'auspicio è che accada come nei Comuni dove sindaci, comitati di esercenti e Guardia di finanza collaborano per stanare i furbetti che «si facevano scudo con statuti e regolamenti fatti ad arte per bypassare ogni controllo». S.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
