Il Tirreno

Grosseto

Trenta in mobilità, sessanta in Cig

Enrico Pizzi
<b>EX MABRO. </b>Le operaie riunite in assemblea
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EX MABRO. Le operaie riunite in assemblea

All'incontro a Firenze garantiti gli stipendi, ma i tagli ci saranno

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 GROSSETO. Tutto rinviato all'incontro del 6 ottobre tra azienda e sindacati, quando il confronto, per il futuro dell'ex Mabro, si sposterà sul piano industriale che il cda di Royal Tuscany Fashion avrà approvato il giorno prima.  I tagli di personale, però, ci saranno, anche se lo sforzo è quello di cercare un percorso meno traumatico possibile. Ieri, al tavolo convocato a Firenze dall'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, i vertici di Rtfg hanno confermato le difficoltà che incombono sull'azienda che rendono inevitabile una riduzione del costo del lavoro.  Oltre alle 30 mobilità volontarie già messe nel conto, si sarebbe iniziato a parlare di ammortizzatori sociali e di cassa integrazione a zero ore per una sessantina di dipendenti da accompagnare gradualmente alla pensione.  Già da tempo si parlava di cassa integrazione e di mobilità. Una situazione che era precipitata lunedì della scorsa settimana, quando l'azienda aveva annunciato alla rsu che non c'erano soldi nemmeno per pagare gli stipendi di settembre e che la mobilità, in origine volontaria e per 30 persone, avrebbe dovuto interessare un centinaio di lavoratori su 260.  Dopo l'assemblea dei lavoratori di martedì mattina e l'intervento di Fidi Toscana, al termine di un consiglio di amministrazione, era stato annunciato che si sarebbe ripartiti dalla cassa integrazione e dalla mobilità, senza fare cifre, e dall'impegno, di Fidi Toscana, per garantire gli stipendi.  Nel frattempo, l'assessore Simoncini aveva convocato il tavolo di ieri al quale hanno partecipato, oltre all'azienda e ai sindacati, anche il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, il presidente della Provincia Leonardo Marras e Fidi Toscana.  Se è stato confermato l'impegno di Fidi Toscana per gli stipendi, resta da risolvere il problema delle anticipazioni della cassa integrazione che riguarderà tutti i lavoratori fino a fine febbraio, ed è stato deciso un nuovo incontro tra azienda e sindacati, per un confronto puntuale sul nuovo piano industriale. «È necessario il confronto fra sindacati e azienda - ha detto l'assessore Simoncini - che affronti nel merito le questioni poste dal piano e prenda in considerazione gli strumenti che possono aiutare l'azienda ad abbattere i costi senza ricadute negative sul piano sociale e tenendo fermi quelli che restano due obiettivi imprescindibili: il mantenimento dell'attività produttiva nel territorio grossetano e le garanzie per i livelli occupazionali».  Ma dall'incontro sono emerse anche altre difficoltà legate al pagamento del tfr per la parte relativa all'eventuale fallimento della ex Mabro. La nuova proprietà non è intenzionata a farsi carico di una somma che dovrebbe ammontare a circa 4 milioni di euro e che dovrebbe gravare sulla vecchia gestione.  L'incontro di ieri, poi, ha sgomberato il campo da un dubbio che era nell'aria. A precisa richiesta dei sindacati, il sindaco Emilio Bonifazi ha categoricamente escluso che l'area che ospita i capannoni ex Mabro possa avere, nel piano strutturale, una diversa destinazione d'uso. Insomma, eventuali ipotetici appetiti immobiliari sono stati frenati sul nascere.  Questa mattina i sindacati incontreranno i lavoratori convocati in assemblea per illustrare loro la situazione.

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