Il Tirreno

Grosseto

Pistola in pugno rapinano l'hotel

Paola Villani
Pistola in pugno rapinano l'hotel

Il colpo sul lungomare di Follonica, malviventi in fuga con soldi e gioielli

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 FOLLONICA. Entrano, le puntano la pistola addosso, le strappano la collana, arraffano qualche contante e se ne vanno indisturbati. Tutto questo è successo domenica sera, alle nove e un quarto, in uno degli alberghi della passeggiata follonichese, a due passi dal mare. Un hotel storico di viale Italia, l'Orchidea, tutti a Follonica sanno dove si trova e in molti conoscono la proprietaria, una anziana signora che ancora gestisce la sua attività.  Quella dell'altra notte è la terza rapina che la donna subisce nel corso degli anni di conduzione dell'hotel. Proprio lei, anche stavolta, ed un suo collaboratore non più giovanissimo, sono stati le vittime della rapina a mano armata di domenica sera. Alle 21 e 15, quando sicuramente la via non era deserta, nella hall dell'hotel sono entrati due giovani italiani, a quanto pare con una pronuncia toscana, a volto scoperto: uno con una pistola ha minacciato la donna, poi si è avvicinato a lei per strapparle la collana che aveva al collo.  L'anziana proprietaria, spinta dalla rabbia, si è difesa, cascando a terra dopo essere stata strattonata con forza dal rapinatore, che è riuscito a impossessarsi del gioiello. Nella stanza principale dell'albergo a quell'ora, sfortunatamente, non c'era nessuno, nemmeno un cliente, solo un dipendente anche lui anziano che ha provato a difendere la sua datrice di lavoro, cadendo però anche lui nel tentativo di alzarsi dalla sedia dove era seduto all'arrivo dei malviventi.  L'uomo sdraiato a terra, è stato derubato dei soldi che aveva nelle tasche, 500 euro. Pochi soldi e una collana questo il bottino dei due giovani rapinatori. Poi la fuga. Dopo alcuni minuti dei clienti sono rientrati nell'hotel: sono stati loro a dare l'allarme, chiamando carabinieri e 118.  La proprietaria, dopo esser stata ascoltata dagli inquirenti, è stata portata all'ospedale, dove ha trascorso la notte sotto il controllo dei medici. Sul viso, ieri mattina, aveva ancora i segni dell'aggressione: un ematoma sul collo e un braccio che per ora non riesce a muovere.  Non vuole parlare, non vuole raccontare quello che le è accaduto, si chiude in un silenzio che non nasconde però la grinta di chi ancora, nonostante tutto, vuole portare avanti il suo lavoro. «Non rilascio dichiarazioni ma continuo a lavorare» sono le sue uniche parole. Seduta al tavolo della sala ristorante, ha davanti a sé i referti del ricovero della notte, un cd con i risultati di un esame, e un bicchiere d'acqua.  È scossa da quanto è accaduto, ma non abbandona la gestione del suo albergo. In passato altre due volte alla signora sono stati portati via gioielli e incassi. Ma lei non si arrende e continua a lavorare. A Follonica ieri mattina della rapina ne parlavano tutti: molti raccontavano che quella via, nonostante sia centrale e frequentata, ultimamente è spesso al buio per dei guasti all'illuminazione. Ma domenica sera le luci erano accese: nemmeno questo deterrente, la paura di essere visti, ha fermato i due rapinatori, che sono scappati indisturbati tra le vie della città. «Un gesto fulmineo - spiegano gli inquirenti "erano a volto scoperto, e a quanto raccontato uno di loro aveva una pistola». Dopo il bar di Scarlino e il ristorante di Riotorto è la terza rapina a mano armata in un mese sulla costa. Possibile dietro ci siano gli stessi autori?  

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