«Ci facciano sparare ai lupi»
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SORO. Lassessore non ha dubbi i guardiani delle greggi sono del tutto inutili L'assessore Soro parla chiaro: tutte le altre soluzioni sono inutili
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ROCCALBEGNA. I guardiani delle greggi non servono a niente. Gli attacchi dei lupi, e dei cani inselvatichiti, sono sempre più frequenti. Servono soluzioni diverse, prima fra tutte la possibilità di sparare. Lo dice senza tanti giri di parole Antonio Soro, ex pastore e ora assessore all'agricoltura a Roccalbegna. E Soro lancia anche un allarme: molti allevatori, per difendersi in qualche modo dagli attacchi, stanno prendendo numerosi cani da pastore. E anche questi ultimi rischiano di diventare un pericolo, perché in branco sono aggressivi, anche per l'uomo. E un pastore maremmano, al di là dell'aspetto "buono" per il pelo bianco, può essere anche un "bestione" da 50 kg. «Le soluzioni che ci sono state proposte - spiega - non servono proprio a niente. A partire dal guardiano. Assolutamente inutile. Ma davvero vogliono insegnare a noi pastori come fare e sorvegliare le pecore? Ci siamo difesi per anni dai ladri, sapremmo farlo anche dai lupi. Ci diano solo la possibilità di farlo». Qualche giorno fa l'ultimo attacco, ai danni di Luciano Borracelli, allevatore di Cinigiano: «Ma non tutti - aggiunge Soro - finiscono in cronaca. Ce ne sono a decine. Quello che è certo è che metà delle aziende stanno chiudendo. E a quelle aperte io, se non ci saranno novità, consiglio di fare altrettanto. Così la Regione almeno smetterà di farsi bella con la promozione dei formaggi Dop e dei prodotti tipici. Senza latte, non si possono fare». Difficile trovare soluzioni efficaci. Almeno così pare. Ma non per Soro. «Ci consentano di abbatterli, l'unico modo è questo. Molti amici stanno prendendo cani da pastore, i pastori maremmani, gli unici davvero efficaci contro i lupi, gli unici che non hanno paura. Il problema è che, in branco, anche questi sono pericolosi. E vagano liberi per la campagna, accanto alle pecore. Insomma, non vorrei che succedesse qualcosa di grave». Di episodi inquietanti, in effetti, ce ne sono stati parecchi. Qualche giorno fa un allevatore, pensando di poter catturare dei lupi, ha realizzato una gabbia a chiusura automatica e ci ha messo dentro delle carcasse di agnelli. Risultato? Ha catturato, invece dei lupi, i cani del vicino: «È nata una lite fra vecchi amici. Purtroppo la tensione causa anche questo. Possibile che nessuno si renda conto fino in fondo che gli attacchi, le pecore sgozzate, quelle senza latte per la paura, stanno mettendo in ginocchio un'intera economia? Ci sono centinaia di famiglie, solo sull'Amiata, che vivono di pastorizia, di latte, di formaggio. Li facciamo chiudere, li mettiamo in strada, per tutelare i lupi? Ma stiamo scherzando? Ci diano i mezzi, sappiamo noi come fare per tutelarci dai lupi, altro che guardiani e assicurazioni». (g.f.)
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