Il Tirreno

Grosseto

Borghetti alla sua Pitigliano «Dovete rimproverarmi se non annuncerò il Vangelo»

<b>DAVANTI AL PAESE. </b>Monsignor Borghetti alla curva della Madonna delle Grazie di fronte alla &#147;sua&#148; Pitigliano
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DAVANTI AL PAESE. Monsignor Borghetti alla curva della Madonna delle Grazie di fronte alla “sua” Pitigliano

Bagno di folla e moltissimi applausi per l'arrivo in paese e il passaggio di consegne con monsignor Meini

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 PITIGLIANO. Guglielmo Borghetti sarà un ottimo pastore per la chiesa di Pitigliano-Sovana-Orbetello.  L'impressione è unanime dopo l'ingresso ufficiale del vescovo nella sua nuova diocesi. Monsignor Borghetti ha parlato al cuore della gente spiegando che il suo unico compito sarà quello di annunciare il Vangelo e rivolgendosi ai fedeli ha detto: «se non annuncerò il Vangelo rimproveratemi».  In tale contesto ha parlato del male che affligge oggi la nostra società, dicendo che «viviamo in un'epoca di smarrimento dove si avverte l'esigenza di fare ogni tipo di esperienza senza avere uno scopo ben preciso».  Ha poi parlato della speranza, sottolineando che è praticamente impossibile vivere senza. Anzi, ha ribadito: «in assenza della speranza l'uomo tende a diventare apatico oppure aggressivo». Ha poi toccato temi di grande sensibilità come la disperazione e la solitudine, trovando analogie tra queste due caratteristiche. Il popolo ha apprezzato le parole del Vescovo applaudendolo a più riprese ed il prelato ha mostrato anche doti di ironia, qualità tipica delle persone intelligenti.  Ma ripercorriamo questa giornata di festa per la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Il primo impatto con la nuova realtà c'è stato a Fonteblanda, è lì che il Vescovo si è fermato prima di riprendere il tragitto verso Pitigliano. Arrivato nella città del tufo è stato accolto al Santuario della Madonna delle Grazie dal sindaco di Pitigliano Dino Seccarecci e dal parroco don Luca Caprini. Dopo un breve momento di raccoglimento all'interno della chiesa il vescovo ha raggiunto il centro storico di Pitigliano dove ad accoglierlo c'erano numerosi fedeli con le autorità.  Hanno preso la parola il sindaco di Pitigliano Dino Seccarecci, il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ed il presidente dell'amministrazione provinciale Leonardo Marras. Seccarecci ha dato il benvenuto al vescovo sottolineando «il clima di totale accoglienza e spirito di collaborazione esistente nel nostro territorio». In un altro passaggio del suo intervento il sindaco di Pitigliano ha ricordato il vescovo Mario Meini alla guida della diocesi per 14 anni definendolo "padre autorevole e affettuoso".  Infine Seccarecci ha voluto definire il concetto di laicità: «laico è colui che sa aderire a un'idea senza restarne succube». Il prefetto Giuseppe Linardi si è rivolto al vescovo parlando della sua esperienza di chi non conosceva la realtà della Maremma, una terra «dove ho trovato persone schiette, e operose che vivono un rapporto profondo con il loro vescovo».  Il presidente Marras ha salutato il vescovo a nome dell'intera provincia.  Il vescovo ha mostrato di apprezzare, rispondendo con temi come accoglienza, collaborazione, solidarietà e identità.  Poi l'ingresso in Piazza della Repubblica dove per monsignor Gugliemo Borghetti c'è stato un autentico bagno di folla, con migliaia di persone presenti. I 1.400 posti a sedere erano tutti esauriti ed altrettante persone hanno seguito in piedi la celebrazione eucaristica.  Impeccabile l'organizzazione, malgrado continue raffiche di vento che annunciano l'imminente stagione autunnale il cuore dei fedeli è rimasto caldo dalle parole amichevoli e umane del vescovo Guglielmo Borghetti.

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