Italia
IL RICORDO DEGLI AMICI
«Tra una partita a carte e una mangiata siamo diventati fratelli»
1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Giocavamo a carte e mangiavamo pane e salsiccia. Mario arrivava verso le 14.30, ci facevamo compagnia intorno a questi tavoli. Poi arriva un attimo e un amico caro viene portato via, così di punto in bianco». Piangono Ivo, Gianfranco, Ezio e tutti gli altri amici di Mario Innocenti raccolti nel circolo anziani Roberto Ciabatti. Con loro Mario divideva le sue giornate, si riuniva sia fuori che dentro il centro anziani a far merenda, leggere il giornale e discutere. Era amico di tutti. «Per me era come un fratello - dice Ivo Montani - una persona eccezionale oltreché un parente. Mio figlio ha sposato la figlia di sua sorella Rina ed è stato lui ad avvertirmi stanotte (tra venerdì e sabato notte, ndc). Mario era solare, simpatico, buono, e le dirò, forse è stato meglio così, che abbia smesso di soffrire. Non ce la facevamo a vederlo in quelle condizioni. Dopo l'incidente non si è più ripreso, non ha più parlato e le ultime settimane non teneva più gli occhi aperti». Alcuni di loro erano lì anche il giorno dell'incidente. «Pioviscolava appena quando lui decise di andare a casa. Sentimmo un gran colpo. Andammo a vedere, lui era sdraiato qua davanti». (El.gi)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google