Il Tirreno

Grosseto

Tagli al servizio civile, il segnale di una deriva pericolosissima

Per i portatori di handicap mancherà il prezioso supporto del volontariato, bisogna reagire

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La decisone del governo di smantellare lentamente ma inesorabilmente il Servizio civile nazionale è una scelta antisociale, che colpisce al cuore la rete solidaristica che con fatica è stata costituita sui territori.  Scelta che affonda le proprie radici in una cultura pericolosa, che presuppone il ritiro progressivo dello Stato da ogni forma d'intervento in ambito sociale, delegando completamente alle organizzazioni No profit e al privato sociale l'erogazione dei servizi di assistenza e integrazione dedicati alle persone svantaggiate.  In altre parole, una variante autoctona di quel "capitalismo compassionevole" mutuato da alcune correnti di pensiero statunitensi, che in Italia sta alimentando proposte indecenti come il ritorno alle "scuole differenziali" per gli studenti disabili o la riapertura dei "manicomi" per le persone con disabilità psichica.  Per questo è importante contrastare sul piano culturale e su quello della capacità progettuale questa deriva pericolosissima. L'esperienza maturata in sette anni dall'Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap col progetto del Servizio civile "Tempo libero, non tempo vuoto", e più recentemente dalla Fondazione Il Sole, ha dato risposta concreta ai bisogni di socialità di 45 giovani con disabilità, dimostrando che la collaborazione e la condivisione di responsabilità tra istituzioni pubbliche e organizzazioni No profit può funzionare bene.  Dal prossimo 16 novembre, dopo 7 anni di collaborazione con Arci Servizio civile, non avremo più la possibilità di avvalerci del contributo dei giovani volontari del Servizio civile. Un'esperienza bellissima che ha lasciato il segno, e che proprio in questi giorni sta riscuotendo l'affetto e la solidarietà di tanti grossetani.  Ma i problemi non si limiteranno a questo, perché i tagli dei trasferimenti statali a Regione, Provincia e Enti locali, avranno sicuramente un impatto negativo sui servizi sociali, e su quelli che Fondazione e Aggbph organizzano anche grazie a contributi pubblici.  Proprio perché siamo convinti delle buone ragioni della collaborazione tra pubblico e privato nella costruzione di una rete di welfare locale, stiamo facendo uno sforzo per presentare una proposta alle Istituzioni, che parte dalla disponibilità a impiegare una ulteriore quota delle risorse che i cittadini destinano alla Fondazione e all'Aggbph col 5x1000.  Non abbiamo quindi intenzione di abbassare la testa e di accettare supinamente la deriva che si prospetta. A Asl 9, Società della salute - Coeso, Comune, Provincia e Regione chiediamo di fare la loro parte, pur consapevoli che combattono contro tagli draconiani alle risorse. Per chi vive i bisogni sulla propria pelle, infatti, il ridimensionamento del welfare locale non è accettabile. Massimiliano Frascino Alessandro Monaci Presidenti de Il Sole e Aggbph

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