Il Tirreno

Grosseto

Due finanzieri assolti in appello grazie a una foto

Condannati per un arresto ritenuto illegale, la Corte ribalta il verdetto

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 GROSSETO. Condannati in primo grado, assolti con formula piena in appello. È finito poco dopo le 14 di ieri l'incubo per due sottufficiali della guardia di finanza di Grosseto, Carmelo Chiarenza e Francesco Gara, che nel 2008 erano stati condannati a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni (oltre all'interdizione dai pubblici uffici per 3 anni) per una vicenda di presunti falsi e calunnie relativi a un arresto ritenuto illegale. Decisiva una foto dell'arrestato scattata al momento dell'entrata in carcere, che ha dimostrato quale abbigliamento avesse l'uomo. I fatti contestati risalivano all'ottobre 2006, quando i due militari avevano arrestato un uomo perché, a loro giudizio, stava entrando nel centro di accoglienza della parrocchia del Cottolengo per rubare, dopo aver divelto le sbarre di una porta, lo zainetto di un marocchino. L'arresto era stato convalidato ma al processo l'uomo era stato assolto: era un ospite, stava cercando di rientrare. Da questo proscioglimento era nato il procedimento contro i due finanzieri. Era finito nei guai anche il piantone in servizio quella notte in caserma, per falsa testimonianza a proposito dell' abbigliamento dell'arrestato. Ma il pm Leopizzi aveva chiesto l'archiviazione. Questo documento è stato portato ieri alla seconda sezione penale della Corte d'appello presieduta da Salvatore Giardina. Il difensore, l'avvocato Giuseppe Nicosia, ha portato anche una fotografia ottenuta dall'amministrazione penitenziaria dietro autorizzazione della Procura: si tratta della foto scattata quella notte all'uomo appena entrato in via Saffi e che dimostra che non era in pigiama, come aveva sostenuto l'accusa, ma che indossava una tuta. Mentre la procura aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, nei 40 minuti di arringa il legale ha sostenuto che non c'era alcuna prova della colpevolezza dei due sottufficiali che non erano mai stati sospesi dal servizio. La corte si è ritirata ed è uscita dopo un'ora e mezzo leggendo il dispositivo: il fatto non sussiste. P.S.

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