Il Tirreno

Grosseto

Simoncini convoca un tavolo. Scheggi: «Partecipazione pubblica, non può licenziare così»

Un fulmine a ciel sereno scuote la politica la vertenza arriva di nuovo in Regione

<strong>LE REAZIONI.</strong> Gianfranco Simoncini, Luca Sani e Marzio Scheggi
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LE REAZIONI. Gianfranco Simoncini, Luca Sani e Marzio Scheggi

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GROSSETO. L'assessore regionale al lavoro e attività produttive, Gianfranco Simoncini, convocherà un tavolo in regione sulla vertenza Mabro. Ma, anche lui, ha saputo delle scelte dell'azienda solo lunedì sera. «Affronteremo la vertenza in Regione», ha detto. «È chiaro che dovrà essere tutelata la produzione, cercando al tempo stesso di garantire il più possibile l'occupazione». Simoncini era stato ospite di Mabro il 3 settembre, ma nell'occasione non gli fu preannunciato niente. Ieri è arrivato anche il commento del presidente Enrico Rossi sulla vicenda. In un comunicato stampa dice che è «tutto sotto controllo». Speriamo.  Al tavolo convocato in Regione ci saranno anche il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente della Provincia, Leonardo Marras. I due hanno diffuso un comunicato congiunto: «Dipendenti e sindacati - scrivono - devono avere la certezza che non saranno lasciati soli, e che c'è una ferma volontà di contribuire a trovare soluzioni che garantiscano i dipendenti e la competitività produttiva aziendale. Nessuno di noi commette l'errore di sottovalutare gli effetti della crisi che si riverbera anche sul mercato delle produzioni tessili e sartoriali. Tuttavia, quel che sta succedendo alla Mabro è praticamente un fulmine a ciel sereno. La nuova proprietà anche recentemente aveva sostenuto che l'azienda era solida, parlando addirittura di un ampliamento della rete di vendita all'estero, di formazione professionale per nuovi addetti e di assunzioni. Movies Spa ha sempre potuto contare sulla collaborazione di Comune, Provincia e Regione, che ne hanno sostenuto il disegno imprenditoriale, a partire dall'intervento di Fidi Toscana. Ci sono impegni sottoscritti sull'aumento della capacità produttiva e sul rilancio del brand commerciale che non possono essere disattesi, né si può pensare di risolvere la questione ammortizzando i costi degli investimenti a discapito delle lavoratrici. Pertanto da parte della società ci attendiamo che siano onorati gli accordi a suo tempo siglati».  Sulla stessa linea l'onorevole Luca Sani: «Mabro non può subire il drastico ridimensionamento di cui si sta vociferando, perché questo snaturerebbe il progetto industriale presentato da Movies Spa, sulla base del quale la società ha ottenuto il sostegno di Fidi Toscana. Sono solidale con le lavoratrici e le forze sindacali, e mi auguro che l'azienda voglia trattare per trovare una soluzione condivisa». Parole dure arrivano anche dal segretario del Pd, Marzio Scheggi. «Annunciare 100 licenziamenti senza presentare un piano industriale non è il biglietto da visita giusto per invocare gli aiuti pubblici - dice il segretario provinciale del Pd. L'occupazione non è merce di scambio, e un'impresa ha il dovere di avere il polso della situazione e un progetto strategico dove, insieme all'economia del proprio ciclo produttivo, deve salvaguardare anche i posti di lavoro. Il ruolo dell'imprenditore non si esaurisce nella titolarità dell'azienda e nella proprietà delle strutture; il tanto celebrato "fare sistema", con cui si chiamano in aiuto enti e istituzioni pubbliche nei momenti di crisi, presuppone e impone che gli imprenditori si dotino di piani industriali credibili e diano dimostrazioni di governo attento e responsabile delle aziende. La Mabro, prima di annunciare licenziamenti, dovrà spiegare se e perché siano venute meno le ragioni che l'hanno indotta a chiedere il sostegno della Regione per l'acquisto della sede e degli impianti. Prima di mandare a casa 100 lavoratori, dovrà dimostrare che non sono possibili manovre alternative. Non si possono percepire aiuti pubblici e scaricare solo sui lavoratori le tensioni negative del mercato. Il sistema non è grado di socializzare le perdite se non si socializzano anche gli utili; e questo passa attraverso la salvaguardia dei posti di lavoro».

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