Il Tirreno

Grosseto

Altri due gatti uccisi, allarme killer

Francesca Ferri
Altri due gatti uccisi, allarme killer

Tre decessi a Giuncarico, ora la denuncia di Caldana, via all'inchiesta

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 GROSSETO. C'è un serial killer di gatti a Gavorrano? Nessuna prova certa, ma un paio di circostanze fanno pensare al peggio. Dopo la segnalazione della Lav, che ha denunciato la morte per avvelenamento di tre gatti di una colonia felina a Giuncarico, ieri i corpicini di due mici sono stati trovati senza vita a Caldana.  Stesso luogo, due località del comune di Gavorrano; stesse vittime, gatti senza proprietario che vivevano in una colonia felina; stessa arma, il veleno.  «Gestisco la colonia felina di via Trieste a Caldana da cinque anni insieme ad altre tre famiglie - spiega la signora Maria Josè Casillejo Fontalba - in tutto venti gatti, tutti sterilizzati a mie spese, ben nutriti e curati. La colonia è segnalata al Comune e tutte le ciotole sono collocate all'interno dei nostri giardini in modo da non dare fastidio a chi passa sulla strada che, comunque, è una strada secondaria». Eppure da tempo la colonia solleva qualche malumore nel quartiere, anche se episodi di avvelenamento ai danni dei felini non ci sono mai stati. «Stamani (ieri per chi legge, ndc) - spiega la signora Maria Josè - ho trovato un gattino morto e uno è deceduto la scorsa settimana. Il veterinario, da una prima analisi, ha accertato che la morte è avvenuta per avvelenamento. Anche il mio cane si è sentito male, ma abbiamo fatto in tempo a contrastare l'effetto del veleno».  La signora ieri ha presentato denuncia ai carabinieri contro ignoti, così come si sta affrettando a fare la Lav per gli episodi di Giuncarico dove, oltre ai gatti uccisi, altri cinque sono spariti nel nulla e si teme che anche loro siano stati avvelenati. Sul caso di Caldana stanno indagando i carabinieri e i responsabili rischiano grosso. Oltre al codice penale, che prevede da tre a diciotto mesi di reclusione per chi uccide un animale senza motivo o con crudeltà, ci sono una serie di per l'avvelenamento di animali con esche o bocconi velenosi.  Lo scorso gennaio il ministero della salute ha prorogato e rafforzato le ordinanze in materia degli anni precedenti e oggi non solo è vietato confezionare e lasciare in giro bocconi avvelenati, veleno e simili, ma anche in caso di solo sospetto di avvelenamento da parte degli animali i sindaci obbligati ad aprire un'indagine, bonificare l'area e aumentare i controlli. I veterinari, poi, devono avvertire il sindaco e il servizio veterinario della Asl e, in caso di decesso degli animali, inviare le spoglie all'istituto zooprofilattico. La prefettura, infine, deve istituire un tavolo di coordinamento per gestire gli interventi da fare e per monitorare il fenomeno. Uno spiegamento di forze che, oltre a combattere una pratica aberrante, tutela anche le persone. Le esche velenose, infatti, sono un pericolo serio anche per i bambini.  Intanto a Caldana, così come a Giuncarico, i gestori delle colonie feline aspettano ora che siano installati i cartelli promessi dal Comune che indicano in modo inequivocabile la presenza delle colonie. Strumenti che garantiscono la salute e l'igiene non solo per i gatti ma anche per i cittadini che, al posto del veleno, dovrebbero semmai usare verso i volontari riconoscenza e gratitudine.

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