Sesta farmacia non prima di 2 anni
Paola Villani
L'assessore Pinzuti ha illustrato ieri i tempi al consiglio Nessuna contestazione da parte dei residenti nella 167 Ovest
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Tra due anni Follonica avrà la sesta farmacia. Questi i tempi che intercorreranno dalla revisione della pianta organica dei punti vendita di medicinali, già stilata dal Comune, alla definitiva apertura dell'esercizio. Un consiglio comunale quello di ieri mattina completamente dedicato alla discussione di questo argomento: se qualcuno si aspettava una folla di cittadini, quelli della 167 ovest in primis, si sbagliava. Presente alla discussione solo Marco Pirisi, uno dei promotori della raccolta firme fatta nel quartiere della 167 ovest per richiedere l'apertura in quel quartiere della nuova farmacia. A parlare è stata l'assessore, Barbara Pinzuti; nel suo discorso i tempi e le motivazioni della scelta della locazione. La Pinzuti ha spiegato che la proposta di revisione (approvata ieri mattina con tutta la maggioranza favorevole, 5 astenuti e 1 contrario dell'opposizione) verrà portata in Regione, che l'approverà a sua volta tra il maggio e il giugno 2011. A quel punto ci saranno sessanta giorni per esercitare il diritto di prelazione sulla nuova attività, azione che consentirà di realizzare una farmacia comunale e non privata. Ci vorranno un paio di anni circa per rendere attuabile l'apertura del punto vendita. E sulla locazione? Le motivazioni sono le stesse che a suo tempo disse Andrea Pecorini, presidente della terza commissione. Due i criteri seguiti: dare una risposta al sociale, quindi cercare una zona altamente popolata e tener conto del mercato. Questi due punti hanno portato ad optare per la zona di Cassarello - 167 Est e non come richiesto da più di 2000 cittadini per quella della 167 Ovest (dove sarà aperto un centro prelievi). Come già dichiarato in precedenza la risposta alle dichiarazioni della Pinzuti dell'opposizione è stata quella di sempre: alla minoranza interessa più l'aspetto economico, cioè il fatto che l'attuale farmacia comunale non produce ricchezza da riversare poi sul sociale, quindi la stessa fine toccherà alla seconda. La loro proposta è chiara: vendere il punto vendita attuale e aprirne una nuova in un'area che assicuri un reddito adeguato. L'opposizione ha poi sottolineato come, anche stavolta, sia stata tagliata fuori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
