Il Tirreno

Grosseto

Pioggia di euro sul Fiora

Enrico Pizzi
Pioggia di euro sul Fiora

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GROSSETO. Investimenti garantiti almeno fino a marzo 2012, per l'Acquedotto del Fiora, che ha ottenuto un finanziamento ponte da 80 milioni di euro, in attesa del finanziamento strutturato da 200 milioni che servirà a garantire investimenti per 554 milioni euro previsti fino al 2027. Il 6 settembre l'Acquedotto del Fiora ha sottoscritto il contratto con Monte dei Paschi di Siena, Centrobanca e Cassa Depositi e Prestiti, gli istituti di credito che hanno dato fiducia all'azienda.

Una pioggia di euro che serviranno quindi per portare avanti il piano di investimenti della società.  Il Fiora ha ottenuto, dunque, l'estensione di un originario finanziamento da 45 milioni di euro che consentirà la realizzazione degli investimenti - una media di 30 milioni di euro ogni anno sulle province di Grosseto e Siena, per altri 18 mesi. «Il finanziamento degli investimenti di Acquedotto del Fiora - ha detto il presidente Ceroni - è anche un riconoscimento verso un'azienda che nel corso di questi anni ha saputo affermarsi nel panorama toscano tra le aziende leader nei servizi pubblici locali».  Un risultato che non arriva a caso, dunque. Alla base c'è «la capacità di creare margini, cioè presentare positivi risultati di bilancio - ha spiegato l'amministratore delegato Paolo Pizzari - e una buona gestione finanziaria, cioè la capacità di incassare e di recuperare crediti». L'amministratore delegato del Fiora ha sottolineato come «particolarmente significativo», l'ingresso di Centrobanca nel pool di finanziatori «a testimonianza che una sana ed attenta gestione viene positivamente valutata da chi fa dell'analisi del rischio una delle proprie attività fondamentali». Analisi del rischio, quindi, che è stata ampiamente superata dalla società che gestisce l'acquedotto e che, grazie ai milioni in arrivo, potrà portare avanti tutti quegli investimenti già previsti da ora fino al 2027.  Acquedotto del Fiora è tenuto a realizzare una serie di interventi infrastrutturali relativi al servizio idrico di cui è affidatario, sulla base del piano di ambito approvato dall'Aato 6 Ombrone e l'esigenza di avvalersi di un finanziamento strutturato da 200 milioni di euro è emersa proprio per far fronte alla mole di investimenti che è stata prevista.  Per il momento, però, il finanziamento strutturato, quei 200 milioni che mancano all'appello, tarda ad arrivare, nonostante la richiesta, alle banche sia partita nell'aprile del 2007. 

Ciò che è arrivato, per il momento sono due finanziamenti ponte, uno da 45 milioni e il secondo, il più recente che ha assorbito il precedente, da 80 milioni. Il Fiora in parte ha dovuto scontare le resistenze delle banche a concedere credito in un periodo di crisi finanziaria, ma - ha spiegato il presidente Ceroni - in gran parte le ragioni del ritardo sul finanziamento strutturale risiedono nel fatto che la Cassa Depositi e Prestiti ha eccepito, al Fiora, il fatto di non aver attribuito compiti operativi al socio privato sulla base di una gara, ma attraverso un patto parasociale seguito alla gara con cui il socio privato aveva acquisito il 40 per cento del capitale dell'acquedotto del Fiora. Cavilli, insomma, che impediscono all'azienda di programmare serenamente gli interventi da realizzare. Interventi che sono stati anche rischiesti dall'Ato 6. E che si faranno, non appena tutti i tasselli del finanziamento andranno al loro posto.

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