Il Tirreno

Grosseto

Biglietteria chiusa, stazione in tilt

Francesca Ferri
<b>TABELLONE IN TILT.</b> Per tutta la mattinata partenze e arrivi non sono stati segnalati
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TABELLONE IN TILT. Per tutta la mattinata partenze e arrivi non sono stati segnalati

Fila alla macchinetta dei ticket, tabellone oscurato e nessuna assistenza

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 GROSSETO. «Oggi la biglietteria rimane chiusa fino alle 13.20. Ci scusiamo per il disagio». Chi ieri mattina si è presentato alla stazione di Grosseto per fare il biglietto e prendere il treno ha trovato un'amara sorpresa: sportelli chiusi e servizio temporaneamente sospeso.  A dire il vero le sorprese sono state più d'una, perché oltre a scusarsi per la biglietteria chiusa tramite un cartello, le Ferrovie chiedevano venia anche attraverso l'altoparlante per possibili soppressioni o ritardi di treni a causa dello sciopero dei ferrovieri di Firenze. Inutile, poi, alzare gli occhi ai cartelloni di arrivi e partenze. Nessun treno segnalato, tutto desolatamente vuoto. Solo il monitor accanto all'uscita verso i binari era in funzione e con già un treno soppresso, il 11883 che arriva da Pisa alle 13.09. Il tutto in un giorno festivo di fine estate quando ancora tanti turisti affollano la Maremma e già i primi studenti universitari cominciano a muoversi verso le città di studio.  Insomma, l'ennesima domenica da incubo in stazione che continua la sua inarrestabile discesa verso l'azzeramento dei servizi. Personale dimezzato in dieci anni, sempre meno treni disponibili, assistenza e informazioni cancellate e biglietteria depotenziata. Che proprio per la mancanza di personale, spesso rimane con le tendine abbassate. Ieri, ad esempio, il turno è rimasto scoperto perché uno degli addetti in settimana ha dovuto prendere alcuni giorni di malattia.  L'incubo per i passeggeri, in realtà, è iniziato già sabato sera, quando alla fine del turno gli addetti hanno attaccato ai vetri il cartello con l'avviso di chiusura. Sul quale, però, non era riportata la data di domenica e, dunque, per chi è passato dalla stazione nella serata di sabato quell'«oggi» poteva riferirsi al giorno stesso. Ed è continuato per buona parte del giorno successivo, quando il solo mezzo per procurarsi un biglietto è stata la sola macchinetta automatica. Che a sua volta ci ha messo del suo e in alcuni casi e non ha accettato bancomat e carte di credito, costringendo gli utenti di Trenitalia a procurarsi contanti fuori al più vicino sportello, oltre piazza Marconi, e poi tornare, ripetere la fila e riprovare a fare il biglietto.  Così si sono creati ritardi e lungaggini che hanno mandato su tutte le furie più d'uno e interminabili file soprattutto nei minuti precedenti l'arrivo dei treni. Due minuti e mezzo il tempo medio per fare il biglietto se tutto fila liscio. Anche cinque minuti se il passeggero è inesperto, sbaglia a scegliere un'opzione o si vede rifiutare contanti o carta di credito. E per fortuna la macchinetta non si è inceppata.  Un uomo in viaggio per Milano ha lanciato una provocazione. «Se questo è il servizio - spiega - smettiamo di pagare il biglietto. E quando arriva il controllore diciamo che non siamo italiani e che abbiamo perso i documenti. Vediamo se in questo modo Trenitalia si sveglia un po'». Lui, alla fine, il biglietto lo ha fatto. Nonostante Trenitalia.

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