Un'associazione per cambiare la legge
Fra.Go.
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LOTTA IN VERDE. A fine mese a Roma ci sarà la conferenza stampa sullattività di Cecconi per la liberalizzazione della coltivazione Intanto Cecconi ha inviato ai parlamentari il suo libro
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SANTA FIORA. Da Case Danti alla Camera. Ospite dei Radicali, per chiedere la modifica di una legge considerata liberticida. Quella firmata da Fini e Giovanardi. A fine mese Giancarlo Cecconi sarà a Roma per una conferenza stampa organizzata dai Radicali. Una conferenza stampa durante la quale Cecconi spiegherà la battaglia che sta promuovendo. Quella per la depenalizzazione della coltivazione domestica della canapa. Una guerra difficile da vincere, ma che, per Cecconi, vale la pena di combattere. «Non ci si rende conto - dice - che al di là della dignità personale, di gente che utilizza la marijuana per fini spirituali come facciamo noi, con questa legge si rafforzano gli interessi della mafia, si alimenta lo spaccio, si lascia campo libero alle aziende farmaceutiche per le cure anti dolore». Una battaglia difficile, che Cecconi continuerà a combattere anche nelle aule dei tribunali. I processi a suo carico sono due. «Sto cercando di convincere l'avvocato - dice - a seguire la strada della persecuzione religiosa, come linea difensiva. Al processo, mia moglie lo ha detto. Il fatto che ci venga vietato di fumare marijuana e come quando nei paesi islamici viene vietatoi ad un cattolico di prendere l'Eucarestia». Una linea difensiva alternativa, certo. E non poteva essere altrimenti. «Ho scritto un libro, che ho inviato a tutti i deputati - dice - ho mandato una lettera aperta a Fini, e ogni mese invio ai parlamentari un bollettino di guerra con i dati degli arresti fatti per possesso di modiche quantità di canapa. Tre o quattro arresti il giorno, quelli documentati». Ora, Giancarlo Cecconi, ha deciso di proseguire su questa strada. Nonostante le difficoltà, nonostante che qualcuno, in paese, continui ad additarlo. «La nostra è una battaglia di dignità - aggiunge - perché con la legge Fini-Giovanardi si permette alle forze dell'ordine di venire a spiarci dal buco della serratura. Se ho una piantina di marijuana in casa, e se mi faccio una canna a casa mia, nessuno dovrebbe permettersi di limitare la mia libertà. È una scelta, un modo di vivere». Un'associazione quindi per creare un movimento che chieda la depenalizzazione della coltivazione della canapa in proprio. Ma anche un'associazione canteista, che sta nascendo sull'Amiata e che promuoverà l'aspetto filosofico e religioso dell'utilizzazione della canapa. «È come quando a Socrate fecero bere la cicuta - dice Cecconi - ai suoi discepoli, che lo spronavano a chiedere scusa alle autorità per avere salva la vita, disse che accettava la condanna non perché colpevole, ma perché non era riuscito a cambiare la legge. Il principio che ci sta spingendo avanti è lo stesso».
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