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«Ci hanno lasciato soli»
Alfredo Faetti
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CAPOGRUPPO PD Francesca Mondei La capogruppo Mondei: i problemi erano noti
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GAVORRANO. Le dichiarazioni degli esponenti del Pd grossetano sulla crisi politica a Gavorrano non turbano Francesca Mondei che dice: «il partito si è espresso nel direttivo della scorsa settimana». Non solo. Il capogruppo del centrosinistra Gavorrano (Pd) spiega anche che i vertici provinciali erano informati già da tempo delle tensioni interne alla maggioranza gavorranese. E parla anche di Borghi. Il direttivo provinciale del Pd mercoledì scorso ha espresso, con un documento, il proprio appoggio all'Unione comunale di Gavorrano nello sfiduciare il sindaco Massimo Borghi, a seguito di vari atti che hanno portato alla lacerazione della maggioranza. Eppure, nei giorni seguenti, alcuni esponenti illustri hanno rilasciato dichiarazioni contro questa decisione. «Da quella riunione siamo usciti con un documento votato dall'intera assemblea - dice Mondei -. La voce del Pd è una. In quell'occasione però quelli che poi hanno espresso dubbi (parla di Martini, ndc) sono intervenuti. Tutte le dichiarazioni successive al direttivo, come ha detto lo stesso Martini, sono posizioni personali. Noi già mesi fa abbiamo avuto un incontro con i vertici provinciali in cui abbiamo descritto le tensioni interne alla giunta, rappresentate dalla mancanza di considerazione del sindaco nei confronti dei suoi assessori». Alcuni però criticano il fatto di essere andati al provinciale con la mozione di sfiducia già protocollata. «Non è vero - continua -. Alla riunione dell'Unione comunale tenuta dopo la revoca delle deleghe al vice sindaco Gabrielli, il 23 agosto, abbiamo invitato gli stessi vertici provinciali a partecipare, spiegando l'ipotesi di una mozione di sfiducia. Loro ci hanno risposto che la decisione spettava a noi e che un incontro a livello provinciale si sarebbe fatto in un secondo momento. Ha ragione Matergi nel dire che il Pd di Gavorrano è stato lasciato solo». In ogni caso, però, il caso Gavorrano avrà dei risvolti anche a livello provinciale, come evidenziato da Sel. «Ogni realtà territoriale ha le sue problematiche - dice Mondei -. Non credo che la situazione di Gavorrano possa cambiare gli equilibri provinciali. Per il bene della comunità, è opportuno che i due livelli di governo rimangano separati». E i problemi a Gavorrano, ormai è noto, riguardano i rapporti burrascosi che legano il sindaco massimo Borghi e il Pd. «I rapporti con il sindaco sono sempre stati difficili - spiega il capogruppo -. Noi abbiamo sempre lavorato con responsabilità nel rispetto del mandato elettorale. Ad esempio uno dei tentativi di favorire la collaborazione con Borghi è stato circa un mese fa, quando chiesi, in veste di mediatore, al sindaco un incontro con lui e gli assessori per parlare della situazione interna alla giunta. Mi rispose di no, che non era nei ruoli di un capogruppo e non se ne è fatto niente. Il ritiro delle deleghe a Gabrielli, atto immotivato e improvviso, dimostra come il sindaco volesse escludere i propri principali collaboratori del Pd attraverso atti che hanno portato meno la fiducia nei suoi confronti». Così siamo arrivati alla mozione di sfiducia. Uno dei motivi su cui più si discute riguarda il programma elettorale. «E' vero che ci sono stati tagli agli enti che hanno aggravato la situazione. Ma in Comune non c'è mai stata possibilità di un confronto e una discussione per trovare soluzioni per attuare il programma, nonostante le nostre richieste».
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