Il presidio
Per coprire i debiti finge estorsione
Federico Lazzotti
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POLIZIA I dirigenti in conferenza stampa Ristoratore denunciato: ha chiesto 25mila euro al fondo contro l'usura
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PORTO ERCOLE. Delle esperienze giovanili di attore gli deve essere rimasta l'immaginazione, la capacità di immergersi nel ruolo e l'abitudine agli effetti speciali. Così quando si è trovato nei guai con la nuova attività commerciale: fornitori e dipendenti alla porta per essere pagati e i conti in banca in rosso, ha pensato bene di rientrare da scocciatori e debiti fingendo una maxi estorsione per attingere al fondo per le vittime dell'usura previsto dalla legge. Il commerciante ha condito la sua storia con un po' di noir raccontando di minacce con il coltello puntato alla gola lungo i vicoli bui dell'Argentario, di messaggi minatori lasciati nella buca delle lettere e di blitz notturni all'interno del suo ristornate di Porto Ercole nel quale fantomatici estorsori avrebbe ucciso tutti i pesci dell'acquario lasciando l'inquietante messaggio: «Il prossimo sarai tu». L'uomo, un ristoratore di 54 anni, originario di Argenta, in provincia di Ferrara, è stato smascherato poco prima dell'ultima scena, quella nella quale doveva presentarsi in Prefettura e intascare la cifra di 25 mila euro, quella che ha raccontato alla polizia di aver pagato tra gennaio e maggio ai suoi aguzzini. «C'erano troppe cose che non quadravano nel suo racconto - raccontano gli investigatori che lo hanno smascherato - Così abbiamo cercato riscontri con le persone che lavoravano con lui e per lui: la dipendente che lui aveva detto aver scoperto la strage di pesci e la commercialista che doveva avergli consigliato di presentarsi a fare denuncia». Tutto inventato, secondo gli investigatori che lo hanno denunciato per simulazione di reato. Eppure quando si era presentato in questura, il 12 maggio scorso, la storia sembrava reggere. «Il 27 dicembre - ha spiegato il ristoratore - stavo uscendo dal mio ristorante quando sono entrati due uomini. Mi hanno minacciato con un coltello, me l'hanno puntato alla gola dicendomi che ogni prima domenica del mese avrei dovuto pagare 5 mila euro». Sempre secondo quello che ha raccontato il ristoratore ed ex attore, i primi tre pagamenti sarebbero avvenuti lasciando il denaro nella cassetta delle lettere. «Trovavo un biglietto che poi dovevo distruggere, dove mi dicevano di pagare». Ad aprile gli estorsori immaginari hanno però cambiato tecnica di riscossione: non più nella cassetta della posta ma il denaro andava lasciato in un carrello portavivande all'interno del locale. «Entrano la notte e mi mettono all'aria il locale», ha aggiunto. Agli agenti è bastato guardare i conti in banca dell'uomo e i pagamenti in arretrato per vedere che qualcosa non quadrava. Poi il doppio colpo di scena. «Quando ho visto i pesci morti nella vasca - ha detto - ho deciso di fare subito denuncia su consiglio della mia commercialista». Era il 12 maggio, il presunto blitz era avvenuto due giorni prima e lui non era nemmeno rientrato all'Argentario. Una settimana dopo la denuncia però, il ristoratore era in Prefettura per chiedere di accedere al fondo delle vittime dell'usura. Lo ha fermato la polizia prima del lieto fine che si era immaginato.
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