Il presidio
«Restituisci i soldi o ti sgozziamo»
Estorsione a Sticciano, ventitreenne condannata
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STICCIANO. «Metti i soldi in una busta e mettili in cassetta delle poste entro le 13. Voglio 150. Se per le 13.10 non trovo nulla ti sgozzo al ristorante». Un sms. Inviato da Veronica Coluccia, 23 anni, ad un ragazzo di Sticciano che aveva comprato da lei e dal suo fidanzato alcune dosi di eroina. La ragazza è stata condannata a due anni e 4 mesi. La ragazza, difesa dall'avvocato Enrica Sarti di Pisa, era stata arrestata per estorsione insieme al fidanzato, Emanuele Dimitri. Avevano venduto droga a un giovane di Gavorrano. Durante la scorsa estate avevano dato al ragazzo alcune dosi di eroina. Volevano i soldi, volevano essere pagati. Centocinquanta euro, il debito. Il fidanzato di Veronica, Emanuele, 28 anni, fu trovato morto nella sua casa di Giuncarico pochi mesi dopo. Era uscito dal carcere da una settimana. Trovato senza vita, in quella casa che aveva comprato insieme a Veronica nel piccolo borgo di Giuncarico. Non lontano da dove, qualche mese prima, era stata messa in atto quell'estorsione. Ai danni di un ragazzo di 25 anni di Gavorrano, che denunciò i due ai carabinieri. Erano stati i militari di Massa Marittima, dopo aver letto gli sms ricevuti dal ragazzo, a chiedere al padre ristoratore di consegnare ai due quelle 150 euro che volevano indietro. Le banconote erano state fotocopiate, ma al momento dell'uscita di Veronica Coluccia dal ristorante, i carabinieri le misero le manette ai polsi. I reati contestati estorsione e spaccio di stupefacenti. Veronica Coluccia era diventata la pusher del gavorranese. Tra luglio e agosto dell'anno scorso. A metà novembre, quei messaggi sul cellulare. «Tu non avrai mai pace se non mi porti i soldi che ti ho dato. Ti seguirò ovunque, andrai al Sert, devi andare alla sette di mattina perché da adesso in poi ti sputtanerò a tutte le parti e a tutte le persone». Estorsione aggravata in concorso. Il gup Marco Mezzaluna ha accolto la richiesta di rito abbreviato. E ha condannato la ventitreenne a due anni e 4 mesi di carcere, al pagamento di una multa da 400 euro, oltre alle spese processuali e di custodia cautelare. F.G.
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