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L'Azienda è in rosso ma non si tocca

L'Azienda è in rosso ma non si tocca

Giallo sulla società: era nella lista nera dell'ex governatore, ora è sparita

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 ALBERESE. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, forbici in mano, sta programmando una serie di tagli senza precedenti. Un giro di vite che riguarderà i viaggi in treno dei dipendenti, uffici di rappresentanza della Regione all'estero, auto blu dei funzionari delle aziende sanitarie e delle agenzie regionali (una ventina in tutto), le consulenze. Dall'elenco degli sprechi è scomparsa - rispetto alla lista Martini - l'Azienda Agricola di Alberese, nonostante un paio di mesi fa il Collegio dei revisori, nella relazione allegata al bilancio di previsione 2010, avesse avanzato pesanti riserve sulla gestione degli ultimi anni chiedendo alla Regione di «intervenire mediante un'azione di ristrutturazione del gruppo, sia in relazione agli aspetti societari e gestionali ma anche e soprattutto agli obiettivi che intenderà perseguire».  Con oltre mezzo milione di perdita nel 2009 (-557mila euro), destinati a salire a 660mila nel 2010 e a consolidarsi, anche in futuro, come dato negativo, l'Azienda in Maremma è considerata il ramo secco che Firenze finge di non vedere. E i numeri sembrano dimostrarlo. In un anno ad Alberese, solo per pagare amministratore, direttore, collegi dei revisori e comitato tecnico, la Regione spende 300 mila euro, soldi che verrebbero di colpo risparmiati - senza incidere sulle produzioni e sul patrimonio - con l'auspicato accorpamento al vicino Parco regionale. L'amministratore riceve un compenso annuo pari al trattamento economico spettante al personale regionale di seconda qualifica dirigenziale, con un'indennità per la funzione di coordinamento: in totale 86.910 euro. Il direttore tecnico Marco Locatelli ha un costo lordo praticamente equivalente a quello dell' amministratore, suddiviso in 14 mensilità. Ad entrambi spetta il premio di produttività, che per l'amministratore non può superare il 20% della retribuzione annua (sono circa 18 mila euro) mentre quello del direttore si ferma, in genere, sui 9.000 euro lordi. I due hanno inoltre a disposizione altrettante Land Rover. Il direttore ha diritto anche ad un alloggio nella Villa Granducale, quella che tanto piaceva a Romano Prodi.  Poi ci sono le altre sovrastrutture. I collegi dei revisori sono due: uno per l'Azienda, l'altro per la controllata Agricola Alberese srl. Il presidente del collegio dei revisori dell'Azienda Regionale di Alberese ha diritto al 15% dell'indennità spettante all'amministratore, vale a dire 13.036 euro all'anno. I due membri il 10%, quindi 8.691 euro ciascuno, oltre - ovviamente - ai rimborsi spese. Il presidente del collegio di Agricola Alberese srl ha un compenso pari al 7,5% dell'indennità dell'amministratore, cioè 6.518 euro. I due membri si fermano a 4.345 euro ciascuno, esclusi i rimborsi spese. Infine il Comitato Tecnico Consultivo, è composto da 6 membri. Il presidente Marco Stefanini riceve 735 euro mensili, gli altri cinque 392 euro. A Firenze vogliono rimettere i conti in ordine, prerogativa di ogni azienda, anche di quelle pubbliche come Alberese, ma evitando - pare di capire - di toccare questa montagna di denaro che ricade a pioggia su chi oggi sta al vertice. Un'operazione complicata. Più facile, forse, sarebbe prendere atto della situazione e indirizzare l'Azienda in altra direzione: l'ambiente (molte delle attività del parco dell'Uccellina si realizzano nel territorio di Alberese), la conservazione della biodiversità e la valorizzazione di un'agricoltura sostenibile e biologica. Insomma avviare una naturale integrazione con il Parco, a partire dall'alto.

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