Il Tirreno

Grosseto

L’amara scoperta di una grossetana

Balzelli per enti soppressi e contributi vari: così i rifiuti costano il 15 per cento in più

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 GROSSETO. Un istituto chiuso da trentadue anni che continua a batter cassa gonfiando la bolletta dei rifiuti del 10 per cento. E una pensionata grossetana tenace e battagliera che vuole vederci chiaro. Alzi la mano chi, ricevuta la cartella di pagamento della Gerit, va a spulciare nelle voci di spesa: la maggior parte fa spallucce e si rassegna a pagare. Tra i pochi c'è però la signora Antonietta che, vista arrivare una bolletta della spazzatura lievitata di 30 euro rispetto all'anno passato, vuole capire "cosa" le si chiede di pagare. In particolare, oltre allo smaltimento dei rifiuti, due voci che l'hanno lasciata perplessa: un 5 per cento di addizionale ex Eca e un altro 5 per cento di maggiorazione ex Eca. «Un istituto - spiega Antonietta - che è stato chiuso più di trent'anni fa. E poi c'è un terzo 5 per cento di tributo provinciale che non mi spiego, visto che la spazzatura è questione che compete al Comune». Insomma, un 15 per cento che ha fatto aggrottare le sopracciglia alla donna. «E che si aggiunge - spiega Antonietta - al rincaro del 10 per cento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti imposta di recente».  L'Eca, cioè l'Ente comunale di assistenza, è nato alla fine degli anni Trenta per assistere i bisognosi. Una sorta di Caritas che a Grosseto elargiva pasti e coperte in via Mazzini, accanto all'ex biblioteca. Soppresso su tutto il territorio nazionale nel 1978, quando l'assistenza sanitaria fu trasferita alle Regioni, è rimasto però nella bolletta nella spazzatura. Perché?  Nessun mistero, spiegano dagli uffici tecnici del Comune. Dal 1995 la legge 549 ha ribadito che i Comuni potevano continuare a incassare l'addizionale Eca e la sua maggiorazione (introdotta nel 1961) e usarle per lo smaltimento rifiuti. «Tutto regolare - precisano in Comune - per un'addizionale prevista dallo Stato». E quel 5 per cento alla Provincia? In questo caso l'Eca non c'entra nulla. Il tributo provinciale è stato introdotto con una delibera di giunta del gennaio 1993. All'inizio la percentuale fu fissata al 3 per cento, ma appena nove mesi dopo salì al 4 per assestarsi al 5 nel 1996. Insomma, sono ormai quattordici anni che i grossetani versano questo tributo. E sui dubbi della signora Antonietta risponde l'assessore provinciale all'ambiente Patrizia Siveri. «La provincia - spiega Siveri - ha tre compiti, per i rifiuti. Autorizza le discariche di rifiuti ordinari e le controlla, autorizza gli impianti e la gestione di rifiuti speciali e pericolosi e gestisce gli impianti di depurazione dei fanghi e di trattamento del verde, come a Monterotondo Marittimo». La Regione Toscana, spiega l'assessore, ha scelto di trasferire alle Province il compito di autorizzare e controllare lo smaltimento. «Questo - spiega Siveri - comporta un controllo più attento ma anche un impegno in più per questi enti». Che, in ogni caso, è a carico dei contribuenti, qualunque sia il nome scelto per la voce di spesa. F.F.

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