Il Tirreno

Grosseto

Il Pdl contro Rossi sui tagli alle guardie mediche

Andrea Agresti
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Andrea Agresti

I consiglieri regionali: «I decessi sulle spiagge potevano essere evitati con più assistenza»

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 GROSSETO. I consiglieri regionali del Pdl annunciano una interrogazione al presidente della Regione e all'assessore con la quale tiene conto dei disservizi creati dai tagli alle guardie mediche.  «Tre vittime in quattro giorni: si apre così la stagione estiva 2010 in Maremma. Morti che si potevano evitare - spiegano i consiglieri Pdl Stefano Mugnai, vicepresidente della commissione Sanità, Andrea Agresti, vicepresidente della commissione Ambiente e Territorio e Alessandro Antichi, presidente della commissione d'Inchiesta sui Servizi Pubblici locali - garantendo maggiore assistenza territoriale».  Come avevamo annunciato nel nostro programma elettorale per le regionali - continuano - e come ha denunciato anche il sindaco di Castiglione della Pescaia e parlamentare Pdl Monica Faenzi, la Regione, puntando esclusivamente al pareggio di bilancio, «ha rinunciato a importanti servizi come quello della guarda medica nelle località turistiche. Località che durante i mesi estivi raggiungono circa due milioni di presenze e che quindi necessiterebbero di presidi medici con funzioni di primo soccorso». Inoltre - spiegano - «la riorganizzazione sanitaria della rete ospedaliera, è basata su un criterio che sacrifica le zone periferiche rispetto ai grandi centri urbani, come appunto quelle zone della Maremma grossetana geograficamente e strutturalmente sacrificate alla lontananza dai servizi di soccorso di base». Da evidenziare anche, secondo le segnalazioni raccolte dagli uffici regionali del PdL, le forzature del modello sanitario regionale che costringe da un lato i privati a fornire servizi a pagamento per la cittadinanza, come quello a tariffe della guardia medica turistica e, dall'altro i Comuni a impiegare notevoli risorse economiche proprie per l'acquisto di attrezzature e mezzi di soccorso.  «Non vorremmo che i tagli delle guardie mediche e la centralizzazione del servizio sanitario senza una adeguata valorizzazione del territorio - concludono Mugnai, Antichi, Agresti - costituissero il combinato disposto per trasformare le vacanze di tanti turisti in vere e proprie odissee e tragedie di mezza estate».

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