Il Tirreno

Grosseto

Addio a "don" Giuliano la politica ha perso un leader

Addio a "don" Giuliano la politica ha perso un leader

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ieri mattina Giuliano Bartalucci è morto all'ospedale Misericordia di Grosseto dove era ricoverato da qualche giorno, per una grave malattia. Aveva 71 anni. Fino all'ultimo è stato circondato dall'affetto di tutti i suoi familiari: le premure della moglie Marcella Ossi, le visite quotidiane dei figli Andrea e Silvia. I funerali avranno luogo questa mattina, in forma civile, con partenza dall'obitorio alle 10,45 e sepoltura prevista alle 11 nel cimitero di Sterpeto. Ieri, tra i primi a fare visita alla salma, il presidente della Provincia Leonardo Marras, il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi, amici e compagni di Roccastrada, il suo territorio di origine, e del resto della Maremma. di Gabriele Baldanzi GROSSETO. Con serenità e realismo, senza perdere mai la buona abitudine del sorriso, della battuta, Giuliano ha resistito al suo malaccio molto più di quanto scienza e medicina gli avevano concesso. Bartalucci, dopo essere stato un uomo politico forte, era diventato negli ultimi 2-3 anni, un uomo fortissimo.  Era passato in redazione, nei mesi scorsi, a salutare e chiedere aiuto per una ricerca sulla frana di Roccastrada del'69. Avevamo riguardato insieme le foto di quando, giovanissimo, era stato sindaco Pci di Roccastrada, poi vicepresidente della Provincia, presidente di Rama e Ater. "Vi servono per il mio coccodrillo, eh, 'ste foto, brutti stronzi" - aveva scherzato. Era stato giornalista de L'Unità negli anni Sessanta. Leggeva i giornali locali con l'approccio dell'addetto ai lavori, riconoscendo al volo, tra le righe, simpatie e appartenenze, qualità e obiettivi di questo o quel collega. Poi commentava, indagava, si confrontava per capire se aveva colto nel segno. E spesso ci prendeva.  Per la generazione di amministratori e dirigenti roccastradini che oggi stanno ai vertici della Provincia e dei settori-chiave del Comune di Grosseto (da Marras a Sammuri, da Balocchi a Boldrini, passando per Pianigiani - solo per fare qualche nome), Bartalucci era stato ed era un riferimento. All'attuale vicesindaco del capoluogo Paolo Borghi lo legava invece una vera amicizia e una simpatia filiare.  Giuliano veniva dai Piloni, l'ultimo avamposto grossetano al confine con Siena - e lo ribadiva sempre, con orgoglio.  Durante gli anni trascorsi ai vertici del gruppo Monte dei Paschi di Siena era riuscito, con le sue conoscenze ed entrature, a dirottare sulla Maremma finanziamenti importanti.  E nei passaggi cruciali vissuti da Pci, Pds, Ds e infine Pd la sua opinione è stata sempre richiesta e, soprattutto, ascoltata. Nel partito e a Roccastrada- anche se a lui piaceva fingere di non saperlo - lo chiamavano Don Giuliano.  Era un leader, un personaggio carismatico, uno che raramente alzava la voce. Non ne aveva bisogno. Detestava la retorica e la commiserazione. Grosseto ha perso un Grande.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera