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Quanto tempo perso tra vincoli e dissidi
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IN CERCA DAUTORE In alto il Canale San Rocco Qui sopra il porto di Marina di Grosseto 2 MINUTI DI LETTURA
Era il maggio 2006 quando fu pubblicata la richiesta di cointestazione della concessione delle sponde del Canale San Rocco al Comune di Grosseto e alla Marina di San Rocco. Da allora si sono persi 4 anni per arrivare a un accordo che nella sostanza ripercorre quello del 2006. Il canale San Rocco, fino al ponte dei Cavalleggeri, per decisione dell'allora ministro Lunardi, fa parte del demanio marittimo come il porto di Marina, e non del demanio idrico come il resto del canale. A parte il fatto che pende ancora un ricorso della Provincia al Tar contro questo "spostamento" di competenze, va ricordato anche che l'area era stata decretata, nel 1995, sito di valore nazionale e dunque tutta la competenza su questo demanio è stata della Capitaneria di Porto finché non si è chiarito che anche questa era trasferita al Comune, come per le spiagge. Quando, nel 2006, fu pubblicata la domanda di concessione cointestata delle sponde del Canale, dunque, la competenza era della Capitaneria che, già nel marzo, aveva rilevato la mancanza di alcuni requisiti per poter rilasciare la concessione. Nel frattempo si era insediata la giunta Bonifazi, che prese tempo per vederci chiaro. Al 10 luglio 2007 ancora la Capitaneria non aveva ottenuto tutta la documentazione necessaria. Tre mesi dopo una sentenza della Coste costituzionale stabilì che anche su plessi di valore nazionale la competenza dovesse essere del Comune. Una decisione maldigerita dalle Capitanerie di porto che ci misero più di un anno prima di trasferire tutti i fascicoli ai Comuni. Così, solo il 10 dicembre del 2008 il Comune ha avuto il fascicolo da Livorno. E c'è voluto un anno e mezzo, poi, per definire l'accordo.
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