Italia
La spa che preso in affitto il ramo di azienda diventa proprietaria dei capannoni e degli uffici
A Movies gli immobili Mabro
Pierluigi Sposato
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DOPO LASTA Da sinistra Ancarani, Di Pietrantonio e Invitti Acquistati alla terza asta per 4,3 milioni di euro
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GROSSETO. Via Gorizia 31, primo piano, sede di Gerit-Equitalia. Ore 9,21. «Aggiudicato», dice l'ufficiale dell'esecuzione una volta trascorsi i tre minuti della procedura senza che vengano presentate altre offerte. Il ragionier Gianluca Ancarani batte una mano sulla spalla di Filippo Invitti, amministratore delegato di Movies spa, per congratularsi. Il complesso Mabro adesso è di Movies. Alla terza asta - dopo che le prime due erano andate deserte - sono diventati proprietà Movies, società per azioni finora in affitto in quei locali, il capannone e gli altri tre immobili (appartamenti e uffici). Totale: 4.396.686,36 euro, per diecimila metri quadrati complessivi, tra edifici e pertinenze, come ad esempio i piazzali. La prima asta andata deserta, quella del 13 aprile, era partita da 9.971.000 euro. Poi il prezzo è sceso del trenta per cento ogni volta. Movies spa è stata l'unica azienda a presentare offerte. E ieri Invitti, seduto accanto ad Ancarani, ha risposto «rialzo» ogni volta, quattro in tutto - cioè tante quanti i lotti venduti -, che l'ufficiale dell'esattoria incaricato Paola Ciri ha invitato a farsi avanti rispetto alla base d'asta: 93 mila e spiccioli per ciascuno dei primi due lotti, 130.581,36 per il terzo, 4.034.561,16 per il capannone. Ciascuno dei lotti della storica azienda di via Senese è stato aggiudicato per diecimila euro in più. La vendita è stata promossa da Gerit-Equitalia ed era finalizzata alla riscossione di cartelle esattoriali emesse nel 2009 relative a imposte e contributi previdenziali non pagati: un debito da ben 24 milioni di euro. In ogni occasione è stato dato il via al cronometro, con il trascorrere del tempo scandito dal conto alla rovescia dei numeri in bella evidenza sul personal computer azionato ogni volta da un collaboratore e ogni volta riazzerato. Ogni volta tre minuti di silenzio praticamente assoluto, scanditi in due circostanze soltanto dal rintocco delle campane della vicina basilica del Sacro Cuore. Non ci sono state offerte diverse da quelle di Invitti. Ogni volta che il cronometro ha raggiunto "zero", Paola Ciri ha definito «aggiudicato» il lotto, al netto della cauzione, ricordando all'acquirente che questi deve provvedere al saldo degli importi entro 30 giorni con assegno circolare non trasferibile intestato al Tribunale. In caso diverso, il diritto decade e la cauzione viene trattenuta a titolo di multa. In Tribunale, un giudice verificherà la regolarità delle operazioni e la congruità del prezzo. Ciri ha ricordato anche che si tratta di «immobili provenienti da esercizio di impresa». Inizio alle 9 spaccate, verbale dell'esperimento di vendita chiuso alle 9,23. Seduta al tavolo anche l'avvocato Giovanna Cillerai, che ha assistito alla vendita in rappresentanza di Montedeipaschi Capital service spa per il mutuo ipotecario stipulato da Mabro: Mps è uno dei creditori privilegiati, insieme ai dipendenti che reclamano il versamento del trattamento di fine rapporto e che hanno presentato istanza di fallimento. Spiega Ancarani, che ha seguito per Movies anche la vicenda dell'acquisto degli immobili: «Il debito di Mabro richiesto da Erario e Inps è di circa 24 milioni di euro, corrispondenti ad annualità che risalgono all'ultimo decennio». Difficoltà connesse all'operazione di acquisto? «Quelle connesse al rischio dell'asta - risponde - cioè che oggi si potessero presentare più concorrenti. Non puoi mai saperlo fino alla fine. Quello che a Movies interessa è garantire il futuro di Mabro spa e del marchio prestigioso che essa rappresenta, per assicurare il futuro dei dipendenti e la continuità produttiva. E questo è un segnale chiaro della volontà dell'azienda».
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