Il Tirreno

Grosseto

Convocati per il 2011 gli “stati generali”

Confagricoltura chiama la Provincia risponde

<b>PROVINCIA </b>Leonardo Marras
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PROVINCIA Leonardo Marras

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 GROSSETO. Un cambio di rotta urgente partendo dalla convocazione degli stati generali dell'agricoltura maremmana, o per il comparto agricolo locale potrebbe essere la fine. Lancia l'allarme Diana Theodoli Pallini, presidente di Confagricoltura Grosseto, secondo la quale un punto di partenza della discussione tra tutti i soggetti coinvolti può essere il progetto "Futuro fertile" che Confagricoltura ha presentato ufficialmente al recente Forum di Taormina.  «Il piano - spiega Pallini - prevede la realizzazione di una società commerciale nazionale che risponda ai criteri di efficienza gestionale e minimizzazione dei costi di struttura, riducendo per le aziende il peso economico dell'acquisto di mezzi tecnici e al contempo dare più valore aggiunto alle produzioni agricole per mezzo di un maggior dinamismo nella fase di commercializzazione».  Per Confagricoltura lo stato di emergenza riguarda in particolare il settore cerealicolo perché le imprese potrebbero decidere di non coltivare più cereali a causa del loro prezzo ridotto ma in ballo ci sono soprattutto i fondi comunitari: «A fronte della crisi non ci possiamo permettere di restituire all'Unione Europea i denari destinati ai piani di sviluppo rurali perché non spesi. Una massa di soldi che la Regione in primo luogo deve recuperare puntando a difendere e sviluppare i mercati delle produzioni locali rivisitando e aggiornando se necessario gli attuali piani».  Quanto alla valorizzazione dei prodotti, per la Pallini l'esperienza di Maremma Wine Shire senz'altro da ripetere e migliorare dimostra che lo stesso modello operativo può essere adottato per valorizzare la tipicità degli altri prodotti del comparto.  L'appello di Diana Theodoli Pallini è stato già raccolto dal presidente della Provincia, Leonardo Marras, che annuncia per gli inizi del 2011 la convocazione degli «stati generali dell'agroalimentare per ragionare insieme alle aziende su una strategia di lungo periodo in vista dell'Expo 2015». Secondo Marras le questioni generali inerenti il settore primario già sollecitate da Confagricoltura devono essere tenute presenti in un disegno complessivo insieme a quelle che riguardano i comparti agroindustriale, agroalimentare e artigianale: il tema comune è «la costruzione di politiche di filiera, dalla produzione di base alla trasformazione dei prodotti fino alla loro promozione e commercializzazione, possibilmente al riparo di un marchio ombrello territoriale».  Anche per Marras il successo di Maremma Wine Shire non è che la dimostrazione di quanto «l'agroalimentare rappresenti in termini economici, di professionalità e reputazione per questo territorio». Ulteriore prova ne è il prestigioso riconoscimento ottenuto a "Cibus" (il salone internazionale dell'alimentazione che si è tenuto nei giorni scorsi a Parma) dalle tre aziende maremmane che su una rosa di 75 candidate si sono aggiudicate l'International Export Award: il biscottificio amiatino Corsini, l'azienda Il Boschetto e Grandi Salumifici Italiani. «Fare loro i complimenti - chiosa Marras - è un atto doveroso ma da un punto di vista istituzionale non basta». S.L.

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