Il Tirreno

Grosseto

Negli ultimi tempi 4 attività hanno alzato bandiera bianca

Negozi chiusi uno dopo l'altro Il contagio si estende a Marina

Sara Landi
Negozi chiusi uno dopo l'altro Il contagio si estende a Marina

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 MARINA DI GROSSETO. Dopo il centro storico di Grosseto l'epidemia delle attività commerciali che non ce la fanno e chiudono i battenti si sposta sulla costa e colpisce Marina. Nel giro di poco tempo saracinesche abbassate per sempre per quattro negozi nei settori abbigliamento, giocattoli e cartoleria. La ricetta per salvare la situazione ce l'hanno gli stessi operatori che resistono e chiedono «sensibilità e ascolto al Comune», estendendo l'appello alla mobilitazione a tutti i cittadini di Marina.  «Il comitato che presiedo, gli "Amici di Marina" - spiega Sergio Maggini - è nato dall'esperienza di commerciante mia e di altri colleghi, ma è aperto a tutti». E ognuno nel comitato ha da dire la sua tanto che ormai la lista delle cose che non vanno è lunghissima. È emerso anche a un'affollata riunione promossa giovedì sera nella sala della Circoscrizione dal Pdl nell'ambito della campagna di ascolto preelettorale promossa dal partito. «L'interesse mostrato dal Pdl ci ha fatto piacere a prescindere dal discorso politico - dichiara Maggini - perché quello che lamentiamo è che parliamo con tutti dei problemi di Marina ma alla fine è come se non avessimo parlato con nessuno». Il libro nero di Marina parla di giardini abbandonati, sottoservizi da rifare, strade malconce, guardia medica che c'è solo nei mesi caldi (per le temperature e l'afflusso di gente) di luglio e agosto, incuria della pineta che costringe i pinottolai a procurarsi le pigne in Portogallo e una tradizione di successo come quella del mercatino di "Maremma antiquaria" che non si sa che fine abbia fatto. E c'è perfino "il muro del pianto", il muro del Porto di Marina che doveva essere l'arma del rilancio e invece sembra più un corpo estraneo rispetto alla frazione.  «Tutte cose che hanno un impatto negativo sui turisti - evidenzia Maggini - Noi commercianti lo sappiamo bene perché coi turisti parliamo dei motivi per cui scelgono Marina, ma anche e soprattutto dei motivi per cui non ritornano. E il degrado e l'abbandono sono tra questi».  Oggi la partita aperta per i negozi della frazione riguarda in particolare la chiusura della zona a traffico limitato e la questione dei permessi per le strutture esterne sul suolo pubblico. «Da dicembre aspettavamo risposte al 15 maggio per i suoli pubblici e la ztl ma a furia di domande ancora non sappiamo come dobbiamo comportarci», conclude Maggini, ribadendo la necessità di essere ascoltati dalle istituzioni. «Non si chiede al Comune di sostituirsi agli imprenditori turistici che rischiano in proprio - scrive in una nota il coordinatore cittadino del Pdl Fabrizio Viggiani - ma certo non può restare in un'abulica indifferenza e deve dare stimolo e sostegno agli operatori nonché promuovere il territorio oltre la stagione estiva». Il Pdl chiede dunque «più coraggio e lungimiranza per fare di Marina sempre meno quartiere dormitorio e sempre più centro di vita pulsante integrato con Grosseto».

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