Il Tirreno

Grosseto

Nuova vita in piazza della Palma

Sara Landi
<b>AUTO. </b>In piazza della Palma    <b>NEGOZI. </b>Uno dei tanti che ha chiuso
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AUTO. In piazza della Palma NEGOZI. Uno dei tanti che ha chiuso

Progetto Ascom: via i parcheggi, come chiedono i commercianti

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 GROSSETO. C'è chi fugge a gambe levate dalla crisi, dal caro affitti e dai danni della movida ma c'è anche chi nel centro storico continua a investirci, malgrado tutto. Anche in piazza della Palma.  Una piazza che soffre più di altre zone e che resta più defilata rispetto al circuito dello shopping cittadino, per non parlare delle vie che nella piazza sboccano e che sono di transito ormai solo per i residenti. Sul lato di via Garibaldi uno accanto all'altro ci sono quattro diversi esercizi commerciali che raccontano quattro storie di chi ci crede ancora. O di chi sul negozio in centro ci ha appena scommesso. Come lo storico panificio Migliorini di Batignano che in questi giorni ha inaugurato, nel locale dove fino a poco tempo fa c'era l'abbigliamento etnico di Geko, una panetteria che vende un po' di tutto. Il forno bottega di una volta finora sopravviveva in centro solo in via San Martino e in via Montebello mentre anche la spesa quotidiana può essere un modo per ridare vita ad una piazza. A patto però che non la si mortifichi usandola soltanto come parcheggio. E' l'opinione di Licia, titolare del Bar La Palma che ha scommesso quattro anni fa su questa piccola caffetteria. La crisi si sente ma l'attività prosegue anche perché, osserva, «se la gente arrivasse a rinunciare al caffè vorrebbe dire che siamo proprio alla frutta». Certo la riqualificazione urbana della piazza non farebbe che giovare alle attività commerciali e alla qualità della vita del centro stesso: «Piazza della Palma è la più bella e grande dopo piazza Dante. Senza il parcheggio e con un arredo urbano diverso e magari al centro un'edicola ci sarebbero più vita e movimento».  «Che c'è in piazza della Palma? Nulla, solo auto e pozze da guadare col canotto quando piove. Eppure è un bel posto, ci sono la chiesa restaurata, il museo. Ma le rarissime volte che c'è qualche iniziativa la scopriamo quando montano le bancarelle o i gazebi», osserva Cristian della pizzeria L'Archetto che ha raddoppiato gli spazi ed è ora da un anno aperta a pranzo e a cena oltre che come sempre con la pizza al taglio e da asporto e il servizio di pizza taxi: «Tra tasse e affitti andiamo avanti e non ci stanchiamo di investire perché siamo coraggiosi e l'attività è ben avviata ma capisco chi decide di mollare».  Mollare è una parola che non vuole proprio sentire dire Agata del ristorante La Bocca della verità che a Grosseto non ha voluto solo portare le specialità della cucina romana ma anche le atmosfere e le tradizioni dei locali dell'Urbe. «Il mio progetto - spiega Agata - è portare la cultura e il folklore di Roma e ci ho investito perché ci credo ma occorre essere tutelati e sostenuti in queste iniziative». Appello dunque alle istituzioni perché facciano come gli esercenti la loro parte tenendo conto che «anche gli entusiasmi più forti si smorzano di fronte a difficoltà, stop e impedimenti strutturali». Anche secondo lei togliere le auto dalla piazza è una priorità ma su questo, dice, «so che c'è un progetto in corso dell'Ascom». Lo conferma il direttore Paolo Regina che annuncia: «A breve presenteremo il progetto per una nuova piazza della Palma che parte dalla rimozione dei parcheggi da tempo sollecitata dai commercianti». Regina non scende nei dettagli ma la piazza che l'Ascom ha in mente «è la piazzetta alla francese, luogo di ritrovo, di sosta e di passaggio più attrattivo e vitale». Quello che con tavolini e ombrelloni stanno già facendo sul lato di via Garibaldi il bar, il ristorante e la pizzeria. Insieme al nuovissimo alimentari sono quattro storie di commercianti del centro che malgrado la crisi ci credono ancora.

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