Il Tirreno

Grosseto

L’originale iniziativa organizzata da Luca Agresti a Barbanella

Tei e Scheggi in casa del Pdl Prove di disgelo tra i "poli"

Enrico Pizzi
<b>PADRONE DI CASA </b>Luca Agresti, coordinatore Pdl
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PADRONE DI CASA Luca Agresti, coordinatore Pdl

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 GROSSETO. Il Pdl grossetano confronto con il consigliere comunae del Pd Alessio Scheggi e con il capogruppo del Partito socialista Giancarlo Tei. Potrà sembrare una cosa bizzarra, ma il coordinatore provinciale del Pdl Luca Agresti ha voluto questo tipo di incontri nel percorso che il suo partito ha avviato verso le amministrative del 2011.  Così, dopo aver riunito i quadri dirigenti in un primo appuntamento, dopo averli fatti incontrare con i possibili alleati in una seconda occasione, Agresti li ha di nuovo chiamati a raccolta, nella sala del centro anziani di Barbanella, per un confronto con due esponenti del centrosinistra. «Vogliamo chiedere loro - ha spiegato Agrsti introducendo i lavori - di darci la loro visione di quello che è lo stato del centrodestra». Il coordinatore del Pdl - che evidentemente deve aver registrato anche qualche resistenza interna rispetto a questa scelta - ha però insistito sul fatto che non è più il momento di «fare iniziative autoreferenziali».  E così, Alessio Scheggi è intervenuto sottolineando che «ancora il centrodestra grossetano soffre della sindrome della sconfitta, alcuni - ha detto - rimpiangono ancora il primo mandato Antichi ed è vero che tra il '97 e il 2001 c'è stato un cambiamento nella società grossetana in cui il centrodestra è stato più capace, ma poi - ha concluso Scheggi - non è stato dato un seguito». E c'è un problema, secondo Scheggi, di ricambio della classe dirigente.  Giancarlo Tei è partito, invece, dal fatto che confronti di questo tipo non erano certo un'anomalia nella prima repubblica, quando, normalmente i segretari dei partiti erano invitati ai congressi dei partiti avversari. Poi l'esponente socialista ha sottolineato che per candidarsi a tornare a governare una città l'opposizione dovrebbe essere capace di fare proposte, e non limitarsi alla critica. Tei ha invitato il Pdl a presentare bilanci alternativi, piani delle opere pubbliche e programmi per la gestione delle politiche sociali.  Infine, guardando al problema caldo del futuro dell'azienda Il Terzo e dei suoi 18 dipendenti, «Per quanto riguarda le responsabilità - ha detto Tei - abbiamo posizioni diverse e ne discuteremo», ma ha lanciato al Pdl la proposta di cercare, insieme, una soluzione.  Il tema del Terzo resta un tema scottante. Il giorno dopo il consiglio comunale in cui la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale, manifestando un evidente dissenso rispetto a quanto la giunta sta decidendo, si registra la presa di posizione del capogruppo del Pd, Valerio Pizzuti, uno dei 5 assenti, che precisa di aver avvertito per tempo della propria impossibilità ad essere presente e nega che il mancato raggiungimento del numero legale, «episodio increscioso», sia «la rappresentazione di difficoltà all'interno del gruppo del Pd». Poi Pizzuti rovescia le responsabilità sull'opposizione richiamando il fatto che «il compito e la responsabilità di garantire il corretto funzionamento del consiglio grava su tutte le sue componenti politiche» e dunque le opposizioni avrebbero avuto il dovere di restare «pur esprimendo un voto negativo».  I due consiglieri del gruppo misto, Lio Querci e Amedeo Gabbrielli, spiegano poi di essere rimasti al loro posto ritenendo che «un problema così importante come quello del "Terzo" avrebbe dovuto essere discusso al fine di individuare soluzioni anche alternative alla messa in liquidazione». I due sottolineano anche che «il Comune per questa "seduta mancata" sosterrà spese per 3mila euro».

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