Il Tirreno

Grosseto

Addio ai parcheggi sotto le mura

Elisabetta Giorgi
<b>VIA XIMENES </b>Addio parcheggi interrati
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VIA XIMENES Addio parcheggi interrati

Sepolto dopo anni di contenzioso il megaprogetto della giunta Antichi

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 GROSSETO. Parcheggi-silos sotto le mura, addio. Il Comune di Grosseto ha messo una pietra tombale sul mega progetto della giunta Antichi, risalente al 2001 e mai realizzato, per "interrare" un migliaio di posti-auto in centro grazie a un project financing.  E ne esce senza danno: non sborserà un euro nella causa milionaria intentata nel 2005 dai professionisti che hanno lavorato (invano) al progetto, e chiesto 2 milioni e 300 mila euro al Comune. Una soluzione "bonaria", sancita da una delibera di giunta del novembre scorso: il Comune decide di «concludere il procedimento», e dà «un giudizio negativo sulla fattibilità del project financing, per realizzare i parcheggi in piazza de Maria».  Il sindaco Bonifazi ne ha dato notizia ieri accanto all'assessore alla polizia municipale, Daniele Capperucci, per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Abbiamo sempre lavorato senza clamore», dice. Ma stavolta, irritato per il clima politico avvelenato di questo periodo, e «vedendo critiche così feroci tra cui la vicenda del Terzo, mi sono detto: da che pulpito? Quando un'amministrazione lascia l'incarico a quella successiva, lascia eredità positive e negative. Appena insediato ho trovato diverse patate bollenti».  Una di queste è il progetto dei 3 parcheggi-silos in centro (via Ximenes, piazza de Maria, via Manetti): più di un migliaio di posti-auto interrati e "pubblicizzati" a più riprese dalla giunta-Antichi, che avrebbero potuto risolvere il problema della mancanza di parcheggi in centro, ma dei quali (dal 2001 a oggi) non s'è mai vista l'ombra, innescando anche grane legali, perché i progettisti ci hanno lavorato davvero. Che cos'è rimasto dei parcheggi e del project financing? Niente, dice Bonifazi, che (tornato professore) con la bacchetta indica alla lavagna gli articoli usciti sui giornali dell'epoca. Tutto affossato perché il progetto era infattibile. Anni 2001-2, la storia è pilotata dal sindaco Antichi e dal vice Agresti. "Ambizioso progetto all'ombra delle mura", "intervento di qualità", annunciano. I due amministratori «presentano questo megaprogetto di qualità urbis et orbi, ma soprattutto "agli orbi" - dice Bonifazi - A fine 2002 si sarebbero iniziati i lavori, sdraiare il parco Ximenes, traferire il bocciodromo etc». Si crea un'Ati che ci crede: Siena parcheggi, Mps e Gsm (società del presidente del Siena, De Luca). La Siena parcheggi è soggetto promotore, e vince la prima fase del project, la Pfm (studio di architetti grossetani, Marri e Perin) otterrà l'incarico della progettazione. Ma «era un progetto nato nel segno della discordia - gli fa eco Capperucci - e della politica dell'annuncio», e come tale si affossa. La giunta si spacca per diatribe interne, «con l'assessore Baccetti che non è convinto mentre Agresti sì». Nel 2005, poiché il progetto non andava avanti, la Pfm che aveva già fatto una progettazione preliminare intenta una causa per chiedere al Comune 2 milioni e 300 mila euro. Oggi la questione si è risolta. «Siamo riusciti a chiudere senza sborsare un euro - dice Capperucci - grazie alla disponibilità dei nostri interlocutori che ringraziamo. A novembre scorso, la delibera di giunta ha dichiarato il capitolo chiuso». Forse proseguirà la causa tra Pfm e Siena parcheggi.

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