Italia
Processo. Usufruiva di servizi senza pagare
Estorsione al Gilda condannato a cinque anni
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FOLLONICA. Il gestore del Gilda aveva definito "mafioso" il comportamento di Gino Guttuso, che si presentava al night vantandosi dei suoi trascorsi in carcere, offrendosi per dirimere le liti nel locale, e usufruiva delle prestazioni e dei servizi ragazze senza pagare. Un comportamento andato avanti per tre anni, dal 2000 al 2003, con un'ottantina di episodi rilevati dal gestore, Stefano Stecchini. Il clou il 18 novembre 2003, quando Stecchini aveva trovato a fuoco la sua auto, una Fiat Multipla, fuori dal locale. Adesso Gino Guttuso, palermitano di 45 anni, è stato condannato. Pesantemente. Perché oltre ai 5 anni e 3 mesi più 800 euro (poco meno della richiesta del pm Pizza), il giudice Puliatti ha aggiunto l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e la dichiarazione di "delinquente abituale", anche questa chiesta del pm. Guttuso è un personaggio conosciutissimo alle forze dell'ordine e agli uffici giudiziari, uscito ed entrato in carcere varie volte. Sono servite alcune udienze per fare il punto su quanto avvenuto nel locale nel corso del tempo. Ha testimoniato lo stesso gestore del locale, dando quella definizione del comportamento dell'imputato. Stando all'imputazione, Guttuso avrebbe costretto Stecchini a fornire entrate nel locale, consumazioni per sé e per altri, senza pagare, o versando cifre simboliche. L'uomo avrebbe tenuto atteggiamenti poco educati nei confronti del personale, specie delle ragazze. E avrebbe promesso una sorta di protezione: «Se hai bisogno di me, sai come trovarmi o di qualsiasi cosa hai bisogno cercami» sarebbe stata la frase che accompagnava il pagamento, cifra simbolica, dei servizi di cui aveva usufruito. «So che ultimamente te la stai passando bene, che il locale va alla grande. Io sono uscito da poco dal gabbio e devo stare due anni senza uscire dalla provincia, quindi non me la passo bene e quindi un problema c'è. Anzi, tu mi dovresti aiutare». Questa sarebbe stata la risposta al proprietario del locale notturno che gli chiedeva come mai non avesse pagato per una ragazza. E, intanto, entrata, consumazioni, ragazze al tavolo e al privé: tutto gratis. Una notte si sarebbe presentato nel locale con un tizio col quale iniziò a litigare. Disse al gestore di stare tranquillo perché ci aveva pensato lui a buttarlo fuori (sembra fosse un suo amico presentato allo stesso gestore come parente) «perché era venuto con l'intenzione di fare casino». Subito dopo, la richiesta al titolare di mandargli ragazze al tavolo perché era con amici coi quali voleva fare bella figura. Ma si sarebbe anche lamentato col titolare, perché la ragazza aveva rifiutato di farsi toccare. Poco dopo l'incendio e l'arrivo dei carabinieri, con accertamenti sulla natura del rogo. Quindi la querela.
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