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Affitti giù, all'Oliveto i più salati
Francesca Ferri
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QUARTIERE PER QUARTIERE I prezzi degli affitti a Grosseto secondo i dati di Solo Affitti una delle catene di agenzie più numerose in Italia Ribassi del 10% dal 2008, in centro i prezzi più convenienti
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GROSSETO. Gli affitti residenziali in città scendono e diminuiscono anche le locazioni a nero. "Solo affitti", catena di agenzie leader in Italia e presente anche a Grosseto, ha reso noti ieri i dati sui canoni in città nel 2009. Che, per gli inquilini, sono confortanti: l'anno scorso i prezzi degli affitti sono stati più bassi del 10 percento rispetto al 2008. In media, occorrono 384 euro per un monolocale, 481 per un bilocale, 538 per un appartamento di tre stanze e 614 per un uno di quattro stanze. I prezzi degli appartamenti in affitto a Grosseto cambiano anche a seconda della zona: a parte i canoni concorrenziali nelle frazioni del comune, dove un quadrilocale costa quanto un bilocale in una zona semicentrale della città, il quartiere dove gli affitti sono più costosi è quello residenziale dell'Oliveto. Qui monolocali, bilocali e quadrilocali hanno i prezzi più alti in assoluto, rispettivamente 475, 525 e 700 euro. I trilocali che costano di più sono quelli della Sugherella, 580 euro in media, mentre i quartieri più convenienti sono Casalone, Cittadella e il cuore della città, il centro storico. Tra le mura si trovano infatti i trilocali e quadrilocali dai prezzi più bassi, cioè 500 e 575 euro in media; alla Cittadella spetta il record dei bilocali meno cari della città, 400 euro, e al Casalone quello dei monolocali, 325 euro. «In città - spiega Giovanna Parlanti, titolare dell'agenzia "Solo Affitti" di via Scrivia a Grosseto - chi è alla ricerca di un appartamento in affitto tende a privilegiare le zone più esclusive, anche se la scelta è comunque dettata dalla disponibilità economica che mediamente si aggira tra i 400 e i 600 euro mensili». Il report di "Solo Affitti" porta notizie buone anche per i proprietari delle case. A Grosseto, infatti, sono in aumento i contratti di locazione stipulati con la formula del canone concordato, che raggiungono addirittura il 90 per cento del totale. Questo tipo di contratto è nato oltre dieci anni fa, nel 1998, con l'intenzione di far emergere gli affitti in nero. In sostanza, il contratto a canone concordato prevede affitti di tre anni più due, invece dei tradizionali quattro più quattro, con la possibilità per i proprietari di avere agevolazioni fiscali fino a quasi il 50 per cento. Si può infatti dedurre l'Irpef fino al 40,5 per cento - invece che al 15 per cento previsto per il contratto libero - e l'imposta di registro è calcolata sul 70 per cento del canone annuo, invece che sul 100 per cento. Oltre a questo, l'importo versato per l'Ici viene completamente rimborsato. «Nella provincia di Grosseto - spiega Parlanti - questo tipo di contratto si può stipulare solo nei comuni di Grosseto, Castiglione della Pescaia e Scarlino». Il canone concordato, infatti, si ha solo in seguito a precisi accordi territoriali tra il Comune e le associazioni di categoria come Sunia, che tutela gli inquilini, e Asppi, dalla parte dei proprietari. In passato in queste località del Grossetano si è visto che il numero degli sfratti era molto più alto rispetto a quello dei contratti regolarmente registrati, segnale inequivocabile della presenza di un mercato sommerso. «Nel corso del 2009 - spiega Parlanti - la delicata congiuntura economica ha spinto verso il basso i prezzi d'affitto che sono calati del 10 per cento circa. I proprietari degli immobili, a parità di rendimento, hanno preferito stipulare contratti con canone concordato, meno redditizi ma convenienti dal punto di vista fiscale. Anche coloro che ha avevano investito nel mattone per ottenere un guadagno dalla vendita successiva, si sono orientati verso la locazione a causa della crisi economica».
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