Il Tirreno

Grosseto

La sagrestia della cattedrale sarà restaurata per ospitare un piccolo museo di arte sacra

Elisabetta Giorgi
<b>CATTEDRALE.</b> L&#146;ingresso della sacrestia della chiesa
◗
CATTEDRALE. L’ingresso della sacrestia della chiesa

Il progetto della Diocesi che sta cercando i fondi necessari Don Cencioni: «Ora è un magazzino, le daremo nuova vita»

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Presto a Grosseto potrebbe sorgere una collezione di arte sacra nella sagrestia della Cattedrale.  Sarebbe un primo nucleo di Museo diocesano, comprendente le opere ecclesiastiche (quadri e suppellettili) attualmente ammassate nella sala del capitolo e nei ripostigli della Cattedrale. È don Franco Cencioni, preposto del Capitolo della Cattedrale, a dare la notizia e far capire come l'idea di assicurare una dignitosa (ma soprattutto autonoma) collocazione alle opere d'arte sacra a Grosseto non sia mai tramontata, negli ambienti della Diocesi, anzi. E proprio nei giorni in cui è calda la questione dell'ex Marraccini che gli islamici vorrebbero acquisire per farne una moschea, ecco riaprirsi la questione di un Museo d'arte sacra, autonomo e staccato dalla pur tranquilla "coabitazione" col museo archeologico. In questi mesi, tra l'altro, la stessa Diocesi non aveva nascosto il suo interesse per l'ex cinema, ma la trattativa non è andata in porto. Poi a quanto pare la Chiesa non ha smesso di guardarsi attorno, e alla fine avrebbe trovato una soluzione (seppur parziale) proprio "a casa sua". L'idea è quella di restaurare l'antica sagrestia del Duomo per sistemarvi parte dei beni artistici e dell'oggettistica sacra.  In pratica, dice don Franco, «potrebbe essere l'avvio di un piccolo Museo d'arte sacra». La premessa d'obbligo è che «l'attuale museo diocesano, che fa tutt'uno con il museo archeologico di Grosseto e quindi con una direzione pubblica attraverso il direttore Maria Grazia Celuzza - precisa Cencioni - è lo strumento attraverso il quale la Diocesi offre alla fruizione del pubblico tutto il patrimonio artistico messo insieme dal canonico Chelli e soprattutto dal canonico Cappelli. L'attuale allestimento risalente al 2000 è di assoluto rispetto, e fa del nostro museo uno delle strutture meglio allestite d'Italia». Detto questo, «ovviamente la Chiesa non ha mai abbandonato l'idea di un Museo d'arte sacra tutto suo, e l'indirizzo della Cei, in linea con il Ministero dei beni culturali, punta a far sì che la Diocesi allestisca "in maniera autonoma" musei col patrimonio culturale della chiesa». Un'altra direttrice di marcia, sempre della Cei, «consiglia di lasciare le opere, laddove sia possibile sul fronte della sicurezza, nelle chiese e nelle piccole raccolte parrocchiali dove esse sono nate come espressione di fede delle popolazioni locali. In paesi come Buriano la cura del parroco ha consentito una raccolta di cose molto belle...». Lo stesso potrebbe avvenire a Grosseto, nella Cattedrale che raccoglie molti tesori. Beninteso, precisa Cencioni: a Grosseto «i rapporti tra la Diocesi e il Comune sono di piena collaborazione, sempre allo scopo di assicurare una gestione migliore del museo di arte sacra. Ma intanto - conferma don Franco - stiamo avviando tutte le possibili vie per allestire un Museo diocesano che potrebbe trovare la sua modestissima espressione nel recupero dell'antica sagrestia del Duomo, per ora adibita a magazzino ma che anche da un punto di vista architettonico ha caratteristiche degne interessanti. La sagrestia potrebbe diventare il luogo di una piccola raccolta sia dei quadri che attualmente sono nella sala del capitolo, sia di tutta la suppellettile sacra in uso alla Cattedrale e ospitata nei ripostigli, ma che non è visibile se non durante la presenza liturgica e le celebrazioni. Un allestimento, seppur modesto, al quale guardiamo con interesse e dove pensiamo di collocare questa oggettistica sacra per renderla fruibile ai visitatori, affinché si rendano conto della bellezza e dell'importanza di questi oggetti come espressione d'arte, generosità e fede».  Quale che siano gli sviluppi successivi del Museo, si vedrà poi. I tempi? «La Diocesi - risponde Cencioni - è in difficoltà economiche non indifferenti, sotto questo aspetto. Ma volendo recuperare anche da un punto di vista della sicurezza e della salubrità gli ambienti di cui si è parlato, posso dire che stiamo lavorando per cercare le fonti economiche con cui procedere al recupero». Il percorso insomma è avviato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web