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"Spaccalunotti" torna in cella ha distrutto centinaia di vetri

"Spaccalunotti" torna in cella ha distrutto centinaia di vetri

Da quattro anni è l'incubo degli automobilisti grossetani ai quali distrugge i vetri delle macchine. "Per me è un impulso irrefrenabile - dice - l'unica cosa che mi fa stare bene".  Dal dicembre 2008 è a casa, di dove non potrebbe muoversi quando è notte ma l'altra sera è stato trovato fuori ed è finito di nuovo dentro per evasione dagli arresti domiciliari

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GROSSETO. Torna in carcere “il signor Spaccalunotti”, al secolo Gino Fatarelli, ex infermiere ultracinquantenne che da almeno quattro anni è l’incubo degli automobilisti grossetani.

Fatarelli infatti è celeberrimo per la sua curiosa abitudine di uscire di casa - in genere nottetempo e quasi sempre in bicicletta - e di sfasciare i lunotti delle auto in sosta utilizzando grosse pietre raccolte qua e là. La “carriera” di Spaccalunotti è ormai pluriennale.

Il suo nome diventa pubblico per la prima volta nell’estate del 2006 quando i carabinieri, dopo lunghi appostamenti, lo pizzicano all’opera sulle auto parcheggiate vicino alle spiagge fra Scarlino e Follonica.

Arrestato, va a processo con l’accusa di aver colpito una quarantina di vetture. Nel corso del dibattimento però emerge il quadro di una personalità “complessa”, al limite del disagio psichico. L’ex infermiere spiega infatti al giudice che spaccare i vetri posteriori delle auto è un gesto per lui compulsivo e pressoché obbligato, conseguenza di un trauma infantile, l’unica cosa in grado di calmarlo e di farlo “sentire bene”.

Le perizie psichiatriche confermano e Spaccalunotti torna in libertà, con l’obbligo di non uscire di caso quand’è sera. Senonché, dall’autunno 2006 in poi, i raid contro le auto in sosta si moltiplicano in tutta la città di Grosseto, decine e decine di vetture prese di mira con cadenza ciclica. Condannato e rimesso in libertà nella primavera 2008, nell’autunno dello stesso anno viene di nuovo colto sul fatto, riarrestato e riscarcerato nel giro di un mese. Dal dicembre 2008 è a casa, di dove non potrebbe muoversi quando è notte.

Intanto però a Grosseto - in particolare in centro storico - anche nel 2009 sono state decine le auto sfasciate con la tecnica di Spaccalunotti. Al punto che, alla fine dell’anno scorso, s’ipotizzò la presenza di un emulatore. Ora, è notizia dell’altra sera, l’ennesimo arresto per Gino Fatarelli.

Una settimana fa sarebbe stato avvistato e identificato da un cittadino dopo aver colpito in una zona periferica della città. I carabinieri sono andati a cercarlo a casa ma lui non c’era. L’altra sera i militari alla fine lo hanno trovato: passeggiava per le strade di Follonica. Evasione dagli arresti domiciliari, Spaccalunotti è tornato in carcere. Per un po’ gli automobilisti grossetani dormiranno sonni più tranquilli.

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