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LISGREC RICORDA AMARUGI
Prima di chiudere gli occhi ha chiesto del voto
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OGGI LADDIO. Raniero Amarugi 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Dall'Isgrec (Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea) ci arriva questo ricordo di Raniero Amarugi. Stamani (ore 10) sono in programma i funerali. Chi è stato accanto a lui nelle ultime ore racconta qualcosa che vale la pena aggiungere alle tante storie possibili da narrare sulla vita di Raniero Amarugi. Voleva votare presto, prima possibile, per non rischiare che il seggio arrivasse da lui, malato, quando erano in visita i medici. Poi si è addormentato. Al risveglio, ha domandato - sono le ultime parole - com'erano andate le elezioni. Forse ha sognato di aver votato, dice chi ha raccolto queste parole, e crediamo noi, pensando alla sua passione per la politica. Nel quaderno delle firme, nella camera ardente allestita nella biblioteca dell'Isgrec, già a metà giornata si leggono testimonianze tutte di un unico segno. E un dato: uomo "di parte", militante comunista mai dissociatosi dalle idee di fondo e dai valori da cui era partito nell'adesione giovanile alla politica, Amarugi lascia un'immagine di sé, in quanto politico e in quanto uomo, condivisa da tutti, anche dai suoi oppositori storici: dalla parte dei deboli, uomo delle istituzioni, che dalle istituzioni mai ha ricevuto o cercato vantaggi personali. Nelle carte degli archivi che si stanno riordinando, tracce della sua presenza sono frequenti: appartengono sia alla storia della Federazione provinciale del Pci, che alla storia delle istituzioni locali. Presidente del Consorzio socio-sanitario, vicepresidente della Asl, vicesindaco e assessore del Comune di Grosseto. Ma, al di là della lista degli incarichi pubblici, conta la memoria di quel che ha rappresentato: un punto di riferimento per la società grossetana, un orecchio attento ai bisogni più elementari, spesso alle spinte innovative emergenti, premiato in tante consultazioni popolari dai numeri del voto di preferenza. Negli ultimi anni, accanto alla prosecuzione della militanza di sinistra, aveva trovato nella memoria dell'impegno giovanile antifascista una nuova forma di presenza sulla scena pubblica. Era presidente onorario dell'Anpi. La nostalgia non è un buon sentimento. C'è da augurare che il mondo attuale ci tenga lontani dal rimpianto per figure come quella di Raniero Amarugi.
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