Il Tirreno

Grosseto

DENUNCIATO DEI CARABINIERI

Reperti etruschinascosti nell'auto di un pensionato

Federico Lazzotti
Reperti etruschinascosti nell'auto di un pensionato

Il pony express dei reperti archeologici è un insospettabile pensionato grossetano di una sessantina d'anni. Secondo i carabinieri che martedì sera l'hanno fermato lungo la Castiglionese alla guida della sua auto, stava completando un affare andando a consegnare una decina di oggetti di epoca etrusca a un collezionista

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il pony express dei reperti archeologici è un insospettabile pensionato grossetano di una sessantina d'anni. Secondo i carabinieri che martedì sera l'hanno fermato lungo la Castiglionese alla guida della sua auto, stava completando un affare andando a consegnare una decina di oggetti di epoca etrusca a un collezionista.

«Si tratta di reperti - spiegano gli esperti - che risalgono a un periodo compreso tra il sesto e il settimo secolo avanti Cristo. Sono originali e potrebbero provenire dalle tombe che ci sono nella zona di Pitigliano». Buccheri, ciotole, vasetti e statue che avrebbero fruttato al mediatore, questo il presunto ruolo del sessantenne, tra i 5mila e i 7mila euro.

L'uomo, G.S, classe 1953, è stata denunciato per possesso di beni archeologici di particolare interesse. Nella sua casa di Grosseto i militari hanno recuperato anche altri oggetti, questi di interesse storico. Tra gli altri anche una litografia di una pagina del giornale «Il Fascismo», originale e risalente al Ventennio e due papere in argento, sempre dello stesso periodo.

La scoperta dei militari è stato abbastanza casuale. «La cosa importante - sintetizza un investigatore - è cercare di mettere le reti nei punti giusti, come fanno i pescatori». L'uomo è appunto caduto in uno dei posti di blocco dislocati nelle principali arterie della città, e in particolare lungo la Castiglionese. Quando i carabinieri hanno fermato il corriere, oltre a chiedergli patente e libretto hanno anche deciso di dare una sbirciatina al resto dell'auto. Così, sistemati nel portabagagli, i militari hanno trovato tre scatoloni dove erano sistemati una decina di reperti.

Da qui sono scattati gli accertamenti di cui si è occupato sia il nucleo investigato che il Radiomobile. I carabinieri hanno immediatamente informato la Soprintendenza per verificare la provenienza e l'autenticità. «Si tratta di reperti di ambito domestico - fanno sapere dalla Soprintendenza - che solitamente venivano messi nelle tombe per accompagnare il defunto nell'ultimo viaggio». Siti con queste caratteristiche in Maremma sono segnalati in particolare intorno a di Pitigliano. Possibile che questi reperti vengano da lì? E come sono arrivati nelle mani di un pensionato sessantenne? Sono queste alcune domande che si sono fatte anche gli inquirenti e che hanno rivolto al protagonista. L'uomo, però, quando è stato ascoltato non ha saputo dire da dove provenissero buccheri e ciotole. Non è escluso che dietro ci possa essere un piccolo traffico di oggetti che vede coinvolti collezionisti, appassionati e qualche cercatore che gravita nella zona di Pitigliano.

Come per i precedenti sequestri, l'ultimo dei quali qualche anno fa ad Ansedonia, la ventina di reperti è stata sequestrata e verrà conservata negli uffici della Soprintendenza in attesa di essere esposta, magari in un museo nel quale si potranno ammirare tutte le opere tolte dal mercato nero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli