LA MORTE DI CARAVAGGIO
Da Ravenna a Leccepresto nuove analisi per chiarire il mistero
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esperti al alvoro sulle ossaPorto Ercole, Ravenna e Lecce: tre città per definire se le ossa trovate sotto la chiesa appartengono davvero a Caravaggio. È questa l'ultima svolta legata alla vicenda Caravaggio: dall'università di Ravenna fanno sapere che le indagini sulle ossa ritrovate a Porto Ercole stanno andando avanti spedite, coordinate dal professor Giorgio Gruppioni
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MONTE ARGENTARIO. Porto Ercole, Ravenna e Lecce: tre città per definire se le ossa trovate sotto la chiesa appartengono davvero a Caravaggio. È questa l'ultima svolta legata alla vicenda Caravaggio: dall'università di Ravenna fanno sapere che le indagini sulle ossa ritrovate a Porto Ercole stanno andando avanti spedite, coordinate dal professor Giorgio Gruppioni.
Il titolare della cattedra di antropologia nella facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'università degli Studi di Bologna (Polo scientifico-didattico di Ravenna), racconta che con il supporto della propria equipe tecnica sta svolgendo le analisi su una ventina di campioni di ossa appartenenti a singoli individui. Gli esami sulle ossa vengono effettuate attraverso il metodo del carbonio 14, largamente utilizzato in archeologia per la datazione dei reperti. Racconta Gruppioni che purtroppo nei ritrovamenti avvenuti esistono molte parti frammentate del corpo: «Sarebbe stato eccezionale se nei ritrovamenti avessimo trovato una parte abbastanza intatta del cranio o del bacino, molto utile per stabilire la natura del sesso, escludendo sin da subito, elementi non riconducibili al Caravaggio». Le operazioni sono state divise in due fasi, dato che i ritrovamenti avvenuti nella cripta della chiesa di Porto Ercole, sono appunto avvenuti in due tranche, per questo i tecnici del polo universitario di Ravenna hanno diviso con attenzione e massima professionalità le ossa, per escludere prima possibile parti non necessarie alla ricerca del noto pittore.
Attraverso uno scanner ottico è possibile acquisire e restituire nuvole di punti appartenenti alle ossa, andando in estrema profondità ed esattezza con le ossa, come spiega Gruppioni: «Nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad ossa corte oppure poco robuste, sarebbe alta la probabilità che queste non appartengono al Caravaggio visto quanto ci risulta sulla prestanza fisica del pittore. La probabilità di esclusione attraverso lo scanner ottico, si aggira intorno al 97/98%».
Dal polo universitario di Ravenna il "viaggio del Caravaggio" sarà poi alla volta dell'università di Lecce dove in questo caso sarà possibile avvalersi degli studi analitici ancora più approfonditi, che come sottolineano con un velo di speranza i ricercatori, si augurano daranno una svolta sperata sulla ricostruzione del corpo del pittore.
Il titolare della cattedra di antropologia nella facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'università degli Studi di Bologna (Polo scientifico-didattico di Ravenna), racconta che con il supporto della propria equipe tecnica sta svolgendo le analisi su una ventina di campioni di ossa appartenenti a singoli individui. Gli esami sulle ossa vengono effettuate attraverso il metodo del carbonio 14, largamente utilizzato in archeologia per la datazione dei reperti. Racconta Gruppioni che purtroppo nei ritrovamenti avvenuti esistono molte parti frammentate del corpo: «Sarebbe stato eccezionale se nei ritrovamenti avessimo trovato una parte abbastanza intatta del cranio o del bacino, molto utile per stabilire la natura del sesso, escludendo sin da subito, elementi non riconducibili al Caravaggio». Le operazioni sono state divise in due fasi, dato che i ritrovamenti avvenuti nella cripta della chiesa di Porto Ercole, sono appunto avvenuti in due tranche, per questo i tecnici del polo universitario di Ravenna hanno diviso con attenzione e massima professionalità le ossa, per escludere prima possibile parti non necessarie alla ricerca del noto pittore.
Attraverso uno scanner ottico è possibile acquisire e restituire nuvole di punti appartenenti alle ossa, andando in estrema profondità ed esattezza con le ossa, come spiega Gruppioni: «Nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad ossa corte oppure poco robuste, sarebbe alta la probabilità che queste non appartengono al Caravaggio visto quanto ci risulta sulla prestanza fisica del pittore. La probabilità di esclusione attraverso lo scanner ottico, si aggira intorno al 97/98%».
Dal polo universitario di Ravenna il "viaggio del Caravaggio" sarà poi alla volta dell'università di Lecce dove in questo caso sarà possibile avvalersi degli studi analitici ancora più approfonditi, che come sottolineano con un velo di speranza i ricercatori, si augurano daranno una svolta sperata sulla ricostruzione del corpo del pittore.
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