Il presidio
Inaugurazione anno giudiziario
«Serve un carcere tutto nuovo»
Gabriele Baldanzi
Carenze di organico negli organismi che amministrano la giustizia e nelle sezioni di polizia giudiziaria, casa circondariale di via Saffi inadeguata, ritmi di lavoro sempre più affannosi e sistemi informativi tutt'altro che funzionanti
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GROSSETO. Carenze di organico negli organismi che amministrano la giustizia e nelle sezioni di polizia giudiziaria, casa circondariale di via Saffi inadeguata, ritmi di lavoro sempre più affannosi e sistemi informativi tutt'altro che funzionanti. Eppure, nonostante questi problemi, il bilancio dell'attività giudiziaria in provincia di Grosseto, resta nel complesso positivo. Con tempi ragionevoli per le udienze preliminari, smaltimento di una parte degli arretrati, rarissime le prescrizioni di reato, una giustizia penale che non registra incrementi significativi rispetto agli ultimi due anni.
Le relazioni del Procuratore della Repubblica Francesco Verusio e del presidente del Tribunale Michele Addimandi, diffuse ieri, a Firenze, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, rappresentano una fotografia chiara sul funzionamento della giustizia in Maremma. Un quadro - si potrebbe dire - fatto di luci e ombre.
«A Grosseto - sono parole di Verusio - la Procura è fortemente sotto dimensionata come organico amministrativo. Manca un direttore di cancelleria e ben sei cancellieri. Meno male che il sistema introdotto dal nuovo codice di procedura penale, unito all'operosità dei magistrati e del personale, ha accorciato i tempi di definizione dei procedimenti».
I reati più frequentemente oggetto di indagine sono stati quelli contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. «Si è mantenuto costante - prosegue il procuratore - il ricorso al patteggiamento. Gravemente inadeguata è invece la casa circondariale di Grosseto, con sei celle che prevedono l'impiego antieconomico di trentadue agenti di custodia. Qui - prosegue la relazione - manca del tutto la sezione destinata alle donne. Una situazione che costringe a far ricorso a strutture presenti in altri comuni con conseguenti disfunzioni del servizio e aggravio di spese per gli spostamenti dei magistrati». Da segnalare infine la situazione dei servizi di polizia giudiziaria, «che si presenta deficitaria soprattutto nelle zone periferiche del circondario grossetano».
Entrando nello specifico della giustizia penale il procuratore ha preso in esame il periodo compreso tra il 1 luglio 2008 e il 30 giugno 2009, per dettagliarlo secondo le varie ipotesi di reato. «Le associazione di tipo mafioso si contano sulle dita di una mano e non sono riferibili ad appalti e servizi pubblici. Non sono state approntate misure per la protezione di collaboratori di giustizia - ricorda poi Verusio - mentre si sono verificati 11 omicidi volontari e 42 omicidi colposi, di cui 28 per infortuni sul lavoro; 26 le rapine ai danni di sportelli bancari, uffici postali e privati. I furti commessi sono stati 5.132 (14 al giorno), di cui 255 commessi da autori noti e 4.877 commessi da ignoti; 13 i casi di estorsione mentre si registra un solo caso di sequestro di persona a scopo di estorsione e nessun caso di sequestro a scopo di rapina; 307 il numero dei reati contro la pubblica amministrazione, con 98 casi dì corruzione».
Il circondario di Grosseto - stando ancora alla relazione del procuratore - non è per il momento interessato da fenomeni criminosi connessi ai flussi migratori o al traffico di esseri umani e loro organi, nonché al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
I reati commessi da cittadini stranieri sono risultati 1.267, di cui 783 imputabili a cittadini extracomunitari. Ammontano invece a 63 i reati di violenza sessuale (53) e pedofilia (10). Contro l'incolumità pubblica e la salute dei cittadini la Procura di via Monterosa ha svolto indagini per 167 ipotesi di reato, mentre in materia di tutela dell'ambiente e del territorio sono stati esaminati 620 casi, compresi i reati in materia di edilizia e urbanistica; per i reati societari si segnala una sola fattispecie a fronte di 8 casi di bancarotta. Anche l'usura non fa registrare una significativa incidenza sul territorio, computandosi solo 7 casi in tutto il periodo. Analogamente, le frodi comunitarie si riducono ad una sola ipotesi, mentre sì evidenzia una qualche incidenza della criminalità informatica (39 casi).
L'allarme, infine, resta alto in Maremma sul fronte dei reati in materia di stupefacenti: 640 quelli fatti oggetto di indagine. 89 i reati relativi a prevenzione e repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni sportive; 3 le estradizioni.
Sul fronte delle intercettazioni, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, il procuratore evidenzia un forte decremento (-34%) sia nel numero che nella spesa complessiva, con un risparmio di spesa di 400 mila euro.
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