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PARADOSSI ECOLOGISTI
Divieti per le vecchie autoDovrebbero pulire l'ariainvece favoriscono lo smog
Francesca Ferri
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IN NERO il percorso che fanno le auto più inquinantiInquina di più una vecchia macchina "euro zero" che viaggia per 4 chilometri o una nuova euro 4 che percorre un chilometro e mezzo? A Grosseto, la seconda. O almeno, questo è un paradossale risultato di una strategia antinquinamento siglata anni fa con la Regione
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GROSSETO. Inquina di più una vecchia macchina "euro zero" che viaggia per 4 chilometri o una nuova euro 4 che percorre un chilometro e mezzo? A Grosseto, la seconda. O almeno, questo è un paradossale risultato di una strategia antinquinamento siglata anni fa con la Regione.
Secondo protocolli, accordi e piani d'azione firmati negli ultimi anni da Regione, Province e Comuni toscani, tra cui Grosseto, dai primi anni 2000 i centri delle città sono chiusi al traffico più inquinante. A Grosseto i cartelli di parziale divieto di circolazione, in difesa di una vasta area del centro cittadino, sono apparsi nel 2003. Da quel momento, nel quadrilatero compreso tra le vie Sonnino, Trieste, Roma, Tripoli, Bengasi e dei Mille, non hanno più potuto circolare mezzi a motore Euro 0 ed Euro 1. Le limitazioni sono state ribadite lo scorso maggio con una ordinanza del sindaco.
Tutto quello che può mettere a rischio monumenti ed edifici storici del centro - mura medicee in primis - insomma, è dirottato lontano da qui, secondo un sacrosanto principio che obbliga i vecchi macinini sputaveleni a stare alla larga.
Fin troppo alla larga, però, e qui sta il problema. Perché, per attraversare il centro cittadino, un'auto Euro 0 o Euro 1 percorre un tragitto quasi tre volte più lungo di una con omologazione Euro 2, 3 o 4, inquinando oltre quattro volte di più. L'esperimento è presto fatto. Accendendo i motori nello stesso punto di partenza, cioè l'incrocio tra via Vetulonia e via Fattori davanti allo stadio, due auto a gasolio - una Panda immatricolata nel 1993 e una Golf fiammante del 2009 - partono per raggiungere il parcheggio del Vallo degli Arcieri in viale Porciatti.
La Golf, con motore di nuova generazione omologato Euro 4, va a dritto, supera il sottopasso ferroviario, percorre via Ximenes, piazza De' Maria, via Fossombroni, viale Porciatti poi svolta a sinistra e parcheggia. Il percorso è di 1,47 chilometri. La Panda, invece, ha un motore Euro 1 e per questo non può circolare nell'anello intorno alle mura, né nelle vie adiacenti. Così è costretta a girare a destra, arrivare fino in fondo a via Caravaggio, superare la ferrovia e il rondò all'inizio di via Sonnino, risalire vie Brigate Partigiane, viale Mascagni, le vie Scansanese, Liri e Oberdan, svoltare a sinistra in via Tripoli, aggirare l'isolato e, finalmente, è arrivata. Il percorso del discutibile tour "antinquinamento" è di 3,88 chilometri. Ma non finisce qui.
Se si considerano le emissioni inquinanti, a parità di distanza percorsa l'auto Euro 1 ne produce quattro volte e mezzo in più di quella Euro 4. Secondo le norme europee del 2005, infatti, per i motori diesel Euro 1 il limite di emissioni di ossido di carbonio è 13 milligrammi per metro cubo, quello per idrocarburi incombustibili e ossidi d'azoto è 17 micron (milionesimi di grammo) per metro cubo e quello per il particolato è 52 micron sempre per metro cubo. Un motore Euro 4 emette 2 mg/m3 di ossido di carbonio, 5 µg/m3 di idrocarburi e ossidi d'azoto e 9 µg/m3 di particolato, grazie ai nuovi filtri che assorbono le famigerate polveri sottili o Pm10, particelle inferiori a un centesimo di millimetro, pericolosissime per la salute. Dunque, sullo stesso percorso le due auto inquinano l'una oltre quattro volte l'altra. Se poi il viaggio di quella più inquinante è tre volte più lungo, come succede nell'esempio ipotizzato a Grosseto, la conclusione è ancora più disarmante. E i dati lo confermano: nel 2008 l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha registrato in viale Sonnino una quantità media annua di polveri sottili di 35 µg/m3; la recente direttiva europea del maggio 2008, invece, fissa dal prossimo febbraio a 20 µg/m3 i limiti per il Pm10.
A sconfiggere l'inquinamento del pianeta, del resto, non ci sono riusciti i grandi della terra, riuniti fino a pochi giorni fa a Copenhagen. Difficile che ce la facciano una manciata di cartelli stradali.
Secondo protocolli, accordi e piani d'azione firmati negli ultimi anni da Regione, Province e Comuni toscani, tra cui Grosseto, dai primi anni 2000 i centri delle città sono chiusi al traffico più inquinante. A Grosseto i cartelli di parziale divieto di circolazione, in difesa di una vasta area del centro cittadino, sono apparsi nel 2003. Da quel momento, nel quadrilatero compreso tra le vie Sonnino, Trieste, Roma, Tripoli, Bengasi e dei Mille, non hanno più potuto circolare mezzi a motore Euro 0 ed Euro 1. Le limitazioni sono state ribadite lo scorso maggio con una ordinanza del sindaco.
Tutto quello che può mettere a rischio monumenti ed edifici storici del centro - mura medicee in primis - insomma, è dirottato lontano da qui, secondo un sacrosanto principio che obbliga i vecchi macinini sputaveleni a stare alla larga.
Fin troppo alla larga, però, e qui sta il problema. Perché, per attraversare il centro cittadino, un'auto Euro 0 o Euro 1 percorre un tragitto quasi tre volte più lungo di una con omologazione Euro 2, 3 o 4, inquinando oltre quattro volte di più. L'esperimento è presto fatto. Accendendo i motori nello stesso punto di partenza, cioè l'incrocio tra via Vetulonia e via Fattori davanti allo stadio, due auto a gasolio - una Panda immatricolata nel 1993 e una Golf fiammante del 2009 - partono per raggiungere il parcheggio del Vallo degli Arcieri in viale Porciatti.
La Golf, con motore di nuova generazione omologato Euro 4, va a dritto, supera il sottopasso ferroviario, percorre via Ximenes, piazza De' Maria, via Fossombroni, viale Porciatti poi svolta a sinistra e parcheggia. Il percorso è di 1,47 chilometri. La Panda, invece, ha un motore Euro 1 e per questo non può circolare nell'anello intorno alle mura, né nelle vie adiacenti. Così è costretta a girare a destra, arrivare fino in fondo a via Caravaggio, superare la ferrovia e il rondò all'inizio di via Sonnino, risalire vie Brigate Partigiane, viale Mascagni, le vie Scansanese, Liri e Oberdan, svoltare a sinistra in via Tripoli, aggirare l'isolato e, finalmente, è arrivata. Il percorso del discutibile tour "antinquinamento" è di 3,88 chilometri. Ma non finisce qui.
Se si considerano le emissioni inquinanti, a parità di distanza percorsa l'auto Euro 1 ne produce quattro volte e mezzo in più di quella Euro 4. Secondo le norme europee del 2005, infatti, per i motori diesel Euro 1 il limite di emissioni di ossido di carbonio è 13 milligrammi per metro cubo, quello per idrocarburi incombustibili e ossidi d'azoto è 17 micron (milionesimi di grammo) per metro cubo e quello per il particolato è 52 micron sempre per metro cubo. Un motore Euro 4 emette 2 mg/m3 di ossido di carbonio, 5 µg/m3 di idrocarburi e ossidi d'azoto e 9 µg/m3 di particolato, grazie ai nuovi filtri che assorbono le famigerate polveri sottili o Pm10, particelle inferiori a un centesimo di millimetro, pericolosissime per la salute. Dunque, sullo stesso percorso le due auto inquinano l'una oltre quattro volte l'altra. Se poi il viaggio di quella più inquinante è tre volte più lungo, come succede nell'esempio ipotizzato a Grosseto, la conclusione è ancora più disarmante. E i dati lo confermano: nel 2008 l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha registrato in viale Sonnino una quantità media annua di polveri sottili di 35 µg/m3; la recente direttiva europea del maggio 2008, invece, fissa dal prossimo febbraio a 20 µg/m3 i limiti per il Pm10.
A sconfiggere l'inquinamento del pianeta, del resto, non ci sono riusciti i grandi della terra, riuniti fino a pochi giorni fa a Copenhagen. Difficile che ce la facciano una manciata di cartelli stradali.
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