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Arrestato latitante sardo, è accusato dell'assalto in cui morì un vigilante
Raffaele Arzu è indagato, con le accuse di rapina e omicidio, dalla procura di Grosseto a seguito dell'assalto ad un furgone portavalori della Securpol a Massa Marittima, avvenuto il 7 gennaio del 2008, in cui venne ucciso con una raffica di kalashnikov il vigilante Raffaele Baldanzi, di 42 anni. "Mio figlio ed io ci siamo guardati e poi abbracciati in silenzio. E' una notizia bellissima"
GROSSETO - Arrestato dai carabinieri del Ros di Cagliari Raffaele Arzu, uno dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. L'uomo, nato a Lanusei (Nuoro) trent'anni fa, latitante dal 2002, è stato arrestato a Talana nel Nuorese, dove si trovava per vedere il figlio di sette mesi, insieme al padre. Era ricercato per aver associazione a delinquere per aver commesso tre rapine a furgoni blindati e portavalori. Raffaele Arzu è indagato, con le accuse di rapina e omicidio, anche dalla procura di Grosseto a seguito dell'assalto ad un furgone portavalori della Securpol a Massa Marittima (Grossetto), avvenuto il 7 gennaio del 2008, in cui venne ucciso con una raffica di kalashnikov il vigilante Raffaele Baldanzi, di 42 anni. Con lui, per lo stesso episodio, sono indagati anche la compagna, Silvia Satta Canu, e Angelo Lostia, 36 anni di Olzai (Nuoro).
Il 16 dicembre prossimo, nell'ambito dell'inchiesta, verrà compiuto un incidente probatorio che dovrebbe interessare bossoli, tracce di esplosivo e impronte digitali. Il legame tra la Maremma e i sardi è molto stretto e da anni ormai in quella zona esistono insediamenti di famiglie provenienti soprattutto dal Nuorese. Anche per questo motivo gli inquirenti ritengono che Arzu possa aver trascorso una parte della latitanza nel grossetano, dove potrebbe aver organizzato l'assalto al furgone Securpol. Dopo questa rapina i carabinieri del Ros di Cagliari si trasferirono in Maremma per svolgere indagini con la convizione che Arzu potesse trovarsi in zona.
L'assalto al furgone avvenne intorno alle 16 del 7 gennaio: lungo la strada che porta al lago dell'Accesa un Fiat Daily si fermò davanti al mezzo Securpol causando un incidente a cui seguirono immediatamente raffiche di mitra che uccisero Baldanzi, mentre il collega, Fabrizio Masini, illeso, restò immobile nel mezzo facendosi credere morto. Pochi attimi dopo una carica di esplosivo sventrò il furgone da cui vennero portati via centinaia di migliaia di euro.
"Abbiamo appreso la notizia dalla tv: mio figlio ed io ci siamo guardati e poi abbracciati in silenzio. Stefano ha capito subito". Così Fiorella Ferroni, vedova Baldanzi, parlando della reazione sua e del figlio di 13 anni alla notizia dell'arresto del latitante. La donna parla di "una bellissima notizia, anche se non restituirà il padre a mio figlio". "Ringrazio i Ros -aggiunge - per il lavoro che hanno fatto. Non sappiamo ancora se Arzu sia l'assassino di mio marito, ma questo cambia poco. Sono felice che i carabinieri abbiano preso una persona che andava in giro ad assaltare portavalori mettendo a rischio la vita di padri di famiglia e di tanti giovani. Spero che con questo atto sia scritta la parola fine ad una brutta storia e che questo arresto blocchi definitivamente quella brutta gente".
Nella vedova di Baldanzi c'è "gioia e rabbia". "Questa mattina - racconta - ho provato tante emozioni. Spero che per lui ci sia una pena esemplare, questo lo pretendo. Cosa vorrei dirgli? Lasciamo stare, mi vengono in mente parole che è meglio non pronunciare. Ripeto, sia che abbia ucciso mio marito o no". Poi, da mamma, Fiorella Ferroni, pensa anche alla donna di Arzu che gli ha dato un figlio. "Anche per lei non ho parole, ma sono contento che Arzu abbia un figlio. Io al mio posso dire che aveva un padre meraviglioso. Lei al suo, quando capirà, cosa potrà dire di suo padre".
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