Il presidio
LA TRAGEDIA DI SATURNIA
Schianto in FerrariNapoli piange il "re delle cliniche"
Partiranno probabilmente già oggi, alla volta di Napoli, le salme di Fabrizio Crispino, 43 anni, e di Claudia Borlenghi, 39, morti sabato pomeriggio sulla strada provinciale della Follonata, tra Manciano e Saturnia, nello schianto di una Ferrari F430 contro un albero
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SATURNIA. La Procura infatti, a quanto pare, non disporrà l'autopsia sui corpi delle vittime, che potranno dunque essere riconsegnati ai familiari. Mentre buone notizie arrivano dal Policlinico di Siena, dove si danno in miglioramento le condizioni di Luigi Nocera, 43enne di Ischia, terzo passeggero della Ferrari, gravemente ferito.
L'eco della tragedia, intanto, è rimbalzato a Napoli, città della quale Crispino era personaggio in vista. "Muore il re delle cliniche", titolavano ieri quotidiani e giornali on line del capoluogo campano, perché la famiglia Crispino è proprietaria di diverse strutture sanitarie private e lo stesso Fabrizio amministrava personalmente Villa Camaldoli e Villa Russo. Il fratello di Fabrizio, Sergio, è presidente dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), e tutti hanno ricordato l'altro terribile lutto che colpì i Crispino nel 1991: la barbara uccisione di Pasquale Crispino, medico, ammazzato a pistolettate dalla camorra perché si era rifiutato di pagare il pizzo.
Anche Claudia Borlenghi, la donna che in qualche modo ha salvato la vita a Luigi Nocera (gli era seduta sulle gambe, nell'auto sportiva omologata solo per i due posti anteriori, e il suo corpo ha attutito il colpo per l'amico), era persona molto conosciuta, ex moglie del titolare del "Miranapoli" di Posillipo.
Crispino, Nocera e la Borlenghi erano arrivati a Saturnia (allo spa resort Terme di Saturnia) per un weekend di vacanza. Sabato pomeriggio, intorno alle tre, tornavano verso il loro albergo a bordo della potente Ferrari. All'uscita di una delle tortuose curve della Follonata, Fabrizio Crispino ha perso il controllo del bolide nero che è schizzato fuori strada finendo la sua corsa contro una grossa quercia. Il guidatore e la donna sono morti sul colpo, Nocera è ricoverato in prognosi riservata a Siena.
L'eco della tragedia, intanto, è rimbalzato a Napoli, città della quale Crispino era personaggio in vista. "Muore il re delle cliniche", titolavano ieri quotidiani e giornali on line del capoluogo campano, perché la famiglia Crispino è proprietaria di diverse strutture sanitarie private e lo stesso Fabrizio amministrava personalmente Villa Camaldoli e Villa Russo. Il fratello di Fabrizio, Sergio, è presidente dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), e tutti hanno ricordato l'altro terribile lutto che colpì i Crispino nel 1991: la barbara uccisione di Pasquale Crispino, medico, ammazzato a pistolettate dalla camorra perché si era rifiutato di pagare il pizzo.
Anche Claudia Borlenghi, la donna che in qualche modo ha salvato la vita a Luigi Nocera (gli era seduta sulle gambe, nell'auto sportiva omologata solo per i due posti anteriori, e il suo corpo ha attutito il colpo per l'amico), era persona molto conosciuta, ex moglie del titolare del "Miranapoli" di Posillipo.
Crispino, Nocera e la Borlenghi erano arrivati a Saturnia (allo spa resort Terme di Saturnia) per un weekend di vacanza. Sabato pomeriggio, intorno alle tre, tornavano verso il loro albergo a bordo della potente Ferrari. All'uscita di una delle tortuose curve della Follonata, Fabrizio Crispino ha perso il controllo del bolide nero che è schizzato fuori strada finendo la sua corsa contro una grossa quercia. Il guidatore e la donna sono morti sul colpo, Nocera è ricoverato in prognosi riservata a Siena.
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