Pedopornografia
In viaggio con le foto dell'orrore
Federico Lazzotti
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L’ARRESTO. È avvenuto lungo l’Aurelia. L’uomo era diretto a Nord. Carabinieri insospettiti da una foto attaccata sul retro del caravan su cui viaggiavaGli scatti dell'orrore erano nascosti nel camper delle vacanze: quattromila forse cinquemila foto nelle quali sono ritratti centinaia di bambini e bambine in atteggiamenti inequivocabili, spesso insieme a persone adulte
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ORBETELLO. Gli scatti dell'orrore erano nascosti nel camper delle vacanze: quattromila forse cinquemila foto nelle quali sono ritratti centinaia di bambini e bambine in atteggiamenti inequivocabili, spesso insieme a persone adulte. Materiale pedopornografico risalente agli ultimi tre anni, secondo gli investigatori. Scatti conservati in decine di schede che i carabinieri hanno trovato sul retro del caravan, un vecchio furgone immatricolato negli anni Settanta, fermato quasi per caso lo scorso 20 ottobre lungo l'Aurelia da una macchina del nucleo radiomobile della Compagnia di Orbetello. Confida uno degli inquirenti: «In quindici anni di servizio non avevo mai visto nulla di simile, e speravo di non doverlo vedere mai».
In manette con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico è finito un pensionato svizzero di 50 anni G.C.A. Quando l'uomo è stato fermato ha raccontato ai militari di essere di ritorno da un periodo di vacanza nel Sud Italia e di essere diretto nel suo Paese. Le foto? «Sono immagini private di cui non devo rendere conto a nessuno», ha risposto quando gli sono state chieste spiegazioni.
Il cinquantenne adesso è in tenuto in isolamento in una cella del carcere di Grosseto. Così ha deciso il giudice per le indagini preliminari dopo l'udienza di convalida durante la quale l'uomo è rimasto in silenzio.
Da dove provengono quelle immagini? Dove sono state scattate? Sono queste alcune delle domande alle quali gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero fiorentino Gianni Tei. Dai primi accertamenti pare che molti di quelli scatti siano stati eseguiti in Asia nel 2006, ma ce ne sarebbero anche di più recenti dove i protagonisti sono bambini europei. Non c'è alcun riscontro - spiegano gli inquirenti - per dire che la persona l'arrestato abbia fatto foto di quel genere durante la sua permanenza in Italia.
Sono le undici di mattina quando il caravan si viene fermato sull'Aurelia, a pochi chilometri dall'uscita per Capalbio. Il carabiniere durante mentre chiede patente e libretto di una strana immagine appesa sul retro. Nella foto c'è una bambina che al massimo può avere cinque anni. È nuda. E intorno al collo ha un peluche a mo' di sciarpa. Quando il militare apre il retro del furgone scopre altri scatti dell'orrore: appese alle pareti ci sono altre immagini, circa una decina, simili a quella che il militare aveva notato durante il controllo. Dalla perquisizione sono poi saltate fuori le dieci schede di memoria su cui il pensionato aveva salvato migliaia di immagini. Veri e propri album fotografici che ritraevano il cinquantenne durante viaggi in paesi del sud est asiatico, contornato da minori in atteggiamenti che poco lasciavano all'immaginazione.
Due i particolari che hanno colpito i carabinieri: la calma e la freddezza con la quale l'uomo ha affrontato la perquisizione e il fatto che indossasse biancheria intima da donna: mutande e reggiseno. Il pulmino delle vacanze è stato sequestrato, gli scatti dell'orrore un giorno saranno distrutti, magari anche dalle memorie delle vittime.
In manette con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico è finito un pensionato svizzero di 50 anni G.C.A. Quando l'uomo è stato fermato ha raccontato ai militari di essere di ritorno da un periodo di vacanza nel Sud Italia e di essere diretto nel suo Paese. Le foto? «Sono immagini private di cui non devo rendere conto a nessuno», ha risposto quando gli sono state chieste spiegazioni.
Il cinquantenne adesso è in tenuto in isolamento in una cella del carcere di Grosseto. Così ha deciso il giudice per le indagini preliminari dopo l'udienza di convalida durante la quale l'uomo è rimasto in silenzio.
Da dove provengono quelle immagini? Dove sono state scattate? Sono queste alcune delle domande alle quali gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero fiorentino Gianni Tei. Dai primi accertamenti pare che molti di quelli scatti siano stati eseguiti in Asia nel 2006, ma ce ne sarebbero anche di più recenti dove i protagonisti sono bambini europei. Non c'è alcun riscontro - spiegano gli inquirenti - per dire che la persona l'arrestato abbia fatto foto di quel genere durante la sua permanenza in Italia.
Sono le undici di mattina quando il caravan si viene fermato sull'Aurelia, a pochi chilometri dall'uscita per Capalbio. Il carabiniere durante mentre chiede patente e libretto di una strana immagine appesa sul retro. Nella foto c'è una bambina che al massimo può avere cinque anni. È nuda. E intorno al collo ha un peluche a mo' di sciarpa. Quando il militare apre il retro del furgone scopre altri scatti dell'orrore: appese alle pareti ci sono altre immagini, circa una decina, simili a quella che il militare aveva notato durante il controllo. Dalla perquisizione sono poi saltate fuori le dieci schede di memoria su cui il pensionato aveva salvato migliaia di immagini. Veri e propri album fotografici che ritraevano il cinquantenne durante viaggi in paesi del sud est asiatico, contornato da minori in atteggiamenti che poco lasciavano all'immaginazione.
Due i particolari che hanno colpito i carabinieri: la calma e la freddezza con la quale l'uomo ha affrontato la perquisizione e il fatto che indossasse biancheria intima da donna: mutande e reggiseno. Il pulmino delle vacanze è stato sequestrato, gli scatti dell'orrore un giorno saranno distrutti, magari anche dalle memorie delle vittime.
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