Italia
GROSSETO
Sgominata la banda del trapano dieci arresti per furti nelle case
Quella dell’uso del trapano è una sorta di marchio di fabbrica, un filo che gli inquirenti hanno seguito per risalire la corrente dei dubbi sulla mano che si nascondeva dietro ad ogni colpo. L’accusa nei confronti delle dieci persone indagate è di furto e associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti avrebbero creato una vera e propria organizzazione per svaligiare le ville di mezza Maremma
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GROSSETO. Dieci arresti per sgominare la banda del trapano. Nel mirino dei carabinieri della Compagnia di Massa Marittima, coordinati dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi, sono finite dieci persone tra cittadini italiani e albanesi, tutte sospettate di essere gli autori di decine di colpi messi a segno durante gli ultimi dodici mesi in tutta la Maremma.
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’identità delle persone coinvolte e sulla loro età. Tutte sono state arrestate su un’ordinanza di custodia cautelare firmata la settimana scorsa dal gip Pietro Molino. Secondo alcune indiscrezioni però, i militari - durante alcune perquisizioni nelle case degli indagati - avrebbero anche trovato buona parte del bottino nascosto in due abitazioni, una di queste a pochi chilometri da Grosseto. Si parla di una refurtiva di decine di migliaia di euro che adesso toccherà alle vittime riconoscere come propria.
I carabinieri già questa mattina potrebbero dare qualche particolare in più sull’operazione “trapano”, l’oggetto con il quale i malviventi avrebbero forzato la serratura delle abitazioni prima di svaligiarle durante la notte, spesso mentre i proprietari dormivano. Quella dell’uso del trapano è una sorta di marchio di fabbrica, un filo che gli inquirenti hanno seguito per risalire la corrente dei dubbi sulla mano che si nascondeva dietro ad ogni colpo.
L’accusa nei confronti delle dieci persone indagate è di furto. Secondo gli inquirenti avrebbero creato una vera e propria organizzazione per svaligiare le ville di mezza Maremma. C’era chi rubava e chi invece faceva basista. Orbetello, Capalbio, ma anche la zona sud: Follonica e Massa e infine Grosseto e le residenze estive di Marina e Principina sono finite nel mirino della banda italo-albanese. A loro carico si parla di decine e decine di colpi messi a segno negli ultimi tempi. Particolare era anche il loro modo di agire. Infatti, la banda prendeva di mira una zona e in una notte svaligiava tre o quattro case, spesso nella stessa strada o comunque nella stessa zona. Così avrebbero agito a Marina. Allo stesso modo, tra agosto e settembre a Capalbio quando due di loro «giovani con vestiti scuri» furono pizzicati dal proprietario che però non riuscì a bloccarli.
Gli inquirenti, sulle tracce dei malviventi da alcuni mesi, avrebbero in mano decine di ore di intercettazioni che proverebbero la responsabilità diretta di ognuna delle dieci persone finite in manette. Il blitz sarebbe scattato nella notte tra venerdì e sabato scorso. Ma gli accertamenti e le perquisizioni sono proseguiti fino a ieri. Alcune delle persone arrestate sono state trasferite nel carcere di Civitavecchia, mentre altre sono invece in cella a Grosseto.
Già oggi potrebbero iniziare gli interrogatori di garanzia davanti al giudice. Intanto si aspettano nuovi particolari da un’operazione che, in ogni caso, farà tirare un sospiro di sollievo a tutti i proprietari di casa, almeno per qualche mese.
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’identità delle persone coinvolte e sulla loro età. Tutte sono state arrestate su un’ordinanza di custodia cautelare firmata la settimana scorsa dal gip Pietro Molino. Secondo alcune indiscrezioni però, i militari - durante alcune perquisizioni nelle case degli indagati - avrebbero anche trovato buona parte del bottino nascosto in due abitazioni, una di queste a pochi chilometri da Grosseto. Si parla di una refurtiva di decine di migliaia di euro che adesso toccherà alle vittime riconoscere come propria.
I carabinieri già questa mattina potrebbero dare qualche particolare in più sull’operazione “trapano”, l’oggetto con il quale i malviventi avrebbero forzato la serratura delle abitazioni prima di svaligiarle durante la notte, spesso mentre i proprietari dormivano. Quella dell’uso del trapano è una sorta di marchio di fabbrica, un filo che gli inquirenti hanno seguito per risalire la corrente dei dubbi sulla mano che si nascondeva dietro ad ogni colpo.
L’accusa nei confronti delle dieci persone indagate è di furto. Secondo gli inquirenti avrebbero creato una vera e propria organizzazione per svaligiare le ville di mezza Maremma. C’era chi rubava e chi invece faceva basista. Orbetello, Capalbio, ma anche la zona sud: Follonica e Massa e infine Grosseto e le residenze estive di Marina e Principina sono finite nel mirino della banda italo-albanese. A loro carico si parla di decine e decine di colpi messi a segno negli ultimi tempi. Particolare era anche il loro modo di agire. Infatti, la banda prendeva di mira una zona e in una notte svaligiava tre o quattro case, spesso nella stessa strada o comunque nella stessa zona. Così avrebbero agito a Marina. Allo stesso modo, tra agosto e settembre a Capalbio quando due di loro «giovani con vestiti scuri» furono pizzicati dal proprietario che però non riuscì a bloccarli.
Gli inquirenti, sulle tracce dei malviventi da alcuni mesi, avrebbero in mano decine di ore di intercettazioni che proverebbero la responsabilità diretta di ognuna delle dieci persone finite in manette. Il blitz sarebbe scattato nella notte tra venerdì e sabato scorso. Ma gli accertamenti e le perquisizioni sono proseguiti fino a ieri. Alcune delle persone arrestate sono state trasferite nel carcere di Civitavecchia, mentre altre sono invece in cella a Grosseto.
Già oggi potrebbero iniziare gli interrogatori di garanzia davanti al giudice. Intanto si aspettano nuovi particolari da un’operazione che, in ogni caso, farà tirare un sospiro di sollievo a tutti i proprietari di casa, almeno per qualche mese.
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