Il Tirreno

Grosseto

NELLA MORSA DELLA CRISI

«Genitori, fuori i soldi»Sos dalla scuola al verde

Paola Villani
<strong>E IO PAGO </strong>Bambini a scuola Le famiglie chiamate a dare un contributo
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E IO PAGO Bambini a scuola Le famiglie chiamate a dare un contributo

La scuola è in bolletta. Non ci sono i soldi, una fotocopia diventa una "spesa folle", si scrive meno alla lavagna perché non ci sono i gessetti, e se prima si tiravano le cimose per gioco, ora vanno custodite come oro. Insomma, "senza lilleri non si lallera", si dice in Maremma

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FOLLONICA. La scuola è in bolletta. Non ci sono i soldi, una fotocopia diventa una "spesa folle", si scrive meno alla lavagna perché non ci sono i gessetti, e se prima si tiravano le cimose per gioco, ora vanno custodite come oro. Insomma, "senza lilleri non si lallera", si dice in Maremma.

In questi giorni è arrivata una comunicazione a tutte le famiglie che hanno i loro bambini iscritti alle materne e alle elementari di Follonica: tra le altre cose vi si chiede un contributo "volontario" ai genitori per le spese "materiali" del plesso frequentato dai loro figli. Le ultime scelte del ministro Gelmini hanno ridotto i fondi per le scuole. E fotocopie, gessi, cartelloni, diventano beni di lusso. Come correre ai ripari? Chiedendo alle famiglie un supporto economico: 9 euro da devolvere "volontariamente" ai referenti scolastici. L'anno scorso la scuola aveva fatto la stessa richiesta, ma il contributo richiesto era di solo 4 euro. Vabbé l'inflazione, ma da un anno all'altro tro il 125% in più è tanta roba. Cinque euro "pesano": in un distretto scolastico che conta oltre 1300 alunni, fanno 11 mila euro di possibile incasso.

Libri, cartelle, quaderni e penne già sono un costo oneroso. Si aggiungano il grembiulino (16 o 18 euro) e la chiusura della scuola di sabato - che avrà costretto alcuni a prendere una tata - ed ecco le prime ribellioni.

«Mi sembra che i bambini dei plessi di via Palermo e via Cavour abbiano già pagato abbastanza», tuona Pamela Pizi, mamma di un alunno di terza elementare. «Sono state tolte tre ore alla settimana, un insegnante in meno, e ora dovremmo anche versare 9 euro "volontariamente"? Non credo sia giusto: cosa ci chiederanno tra poco, di fare le pulizie negli edifici?». A questa mamma proprio non va giù l'ultima richiesta della scuola: lei che si è sempre detta contraria alla chiusura del sabato, ora pensa sia giusto che siano gli altri plessi a pagare. «E poi non è così "volontario" il contributo: i nomi di chi dà i soldi sono segnati, e se un genitore ha tre figli e vuole dare solo una quota?». Oltretutto nella lettera si chiede pure il contributo assicurativo di 6 euro per ogni bambino: 15 euro in tutto da dare entro il 20 ottobre.
Il ministro taglia "e io pago", direbbe il grande Totò.

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