Il Tirreno

Grosseto

TRAGEDIA SCONGIURATA

Prova a impiccarsi ma è troppo pesanteCrolla la trave: salvo

Federico Lazzotti
<strong>POLIZIA E 118. </strong> Sono intervenuti lunedì per soccorrere l’aspirante suicida di 48 anni
◗
POLIZIA E 118. Sono intervenuti lunedì per soccorrere l’aspirante suicida di 48 anni

La trave del salotto non riesce a sostenere il quintale di peso dell'aspirante suicida e crolla mandando all'aria il piano. Così il tentativo di suicidio si trasforma, per fortuna, in una scenetta fantozziana dove la mano del destino riscrive una possibile tragedia con un finale, grazie al cielo, sul quale lo stesso protagonista un giorno potrà anche sorridere

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La trave del salotto non riesce a sostenere il quintale di peso dell'aspirante suicida e crolla mandando all'aria il piano. Così il tentativo di suicidio si trasforma, per fortuna, in una scenetta fantozziana dove la mano del destino riscrive una possibile tragedia con un finale, grazie al cielo, sul quale lo stesso protagonista un giorno potrà anche sorridere.

Finisce con l'uomo, 48 anni grossetano, ricoverato pronto soccorso con escoriazioni e contusioni su tutto il corpo. Ma il peggio, forse, arriverà quando il protagonista tornerà a casa e dovrà riparare il migliaio di euro di danni al soffitto del salotto crollato durante il maldestro tentativo.

È stato lo stesso aspirante suicida, intorno alle 20.50 di lunedì sera, a chiamare il centralino del 118. «Adesso la faccio finita - ha minacciato al telefono - è tutto pronto». L'operatore che ha ricevuto la chiamata ha avuto il merito di farsi dare l'indirizzo e di trattenere il quarantottenne il più al lungo possibile attaccato alla cornetta per dare il tempo alla polizia di raggiungere l'appartamento alla periferia della città dove l'uomo abita con il suo cane.

Durante il pomeriggio, infatti, il quarantottenne aveva preparato tutto il necessario per farla finita. Con un trapano - come hanno potuto verificare gli agenti della squadra volanti che sono intervenuti - aveva forato una delle travi in legno del salotto. Poi si era procurato una corda di nylon. Poco prima delle 21 tutto era pronto. Forse, poco prima di lasciarsi cadere nel vuoto, l'uomo ha avuto un ripensamento. Forse ha solo tentato di far sapere a qualcuno quello che stava per fare. Così il primo numero che gli è venuto in mente è stato quello del 118. Alle 21.10 una macchina della polizia correva verso la casa dell'uomo. Tra la fine della telefonata con il 118 e l'arrivo degli agenti alla sua abitazione ci sono poco meno di tre minuti di vuoto. È in questo lasso di tempo che l'aspirante suicida ha cercato di togliersi la vita. Per fortuna il peso del suo corpo lo ha salvato facendolo cadere rovinosamente sul pavimento. Nel momento in cui il quarantottenne si è lasciato andare la trave del soffitto ha ceduto rendendo vano il tentativo. Quando gli agenti hanno bussato alla porta è stato lo stesso aspirante suicida ad aprire: ammaccato ma ancora vivo, per un miracolo di peso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino