LA STORIA
Il palazzo che piace tanto ai ladri
Claudio Bottinelli
◗
Il palazzo di via Podgora 38 dove ci sono stati una decina di furtiI furti nelle abitazioni della città sono sotto controllo? Andate a chiederlo agli inquilini del palazzo al numero 38 di via Podgora che ha subito una decina di furti nel giro degli anni, e sentirete ben altre campane. Un palazzo come tanti in città
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GROSSETO. I furti nelle abitazioni della città sono sotto controllo? Andate a chiederlo agli inquilini del palazzo al numero 38 di via Podgora che ha subito una decina di furti nel giro degli anni, e sentirete ben altre campane.
Un palazzo come tanti in città, questo di via Podgora 38. Con tanto di inferriata a protezione del cortile di ingresso e cancelli che dovrebbero separare l'area condominiale dalla strada. Un bel palazzo, ma nulla di particolare, insomma. Evidentemente però ha qualcosa che attira l'attenzione dei ladri.
Due scale, ci sono, entrambe al numero 38. A entrambe si accede dal cortile.
Nella scala più vicina al cancello d'ingresso - ci spiegano - i furti o i tentati furti che si ricordano sono stati almeno cinque o sei. Cercando di riassumere i vari raid negli appartamenti, si inizia - ricorda uno dei condomini - da più di quindici anni fa, quando venne forzata la porta di un appartamento al quinto piano. La padrona di casa era in casa, sul balcone a stendere i panni per l'esattezza, e non si
accorse dei ladri se non quando rientrò e trovò tutto sottosopra.
Poi una sfilza di furti, nel corso degli anni.
Al quarto piano tentarono di entrare i ladri, due giovani zingari, ma vennero visti dallo spioncino della porta dalla dirimpettaia che chiamò subito la polizia. I malviventi scapparono ma ci furono perfino dei colpi di pistola sparati per le scale.
Al secondo piano l'appartamento era rimasto vuoto per una mezz'ora, ma tanto era bastato ai ladri per entrare e depredarlo. Avevano provato a forzare anche la porta dell'appartamento di fronte, sullo stesso pianerottolo, ma desistettero perchè sentirono rumori nella casa e non vollero correre rischi.
Altro furto, stavolta andato a segno, quando (tre anni fa) i proprietari di un appartamento decisero di andare, una domenica, al Carnevale di Follonica. «Quando a sera tornammo - ricordano - non ci accorgemmo di niente, e andammo a dormire. Ma la mattina dopo scoprimmo che un cassetto era tutto sottosopra, e bastò fare un giro per accorgersi che i cassetti e gli armadi rovistati erano stati tanti. I ladri avevano aperto con una chiave falsa, nonostante la porta fosse blindata. Ad agire furono due romani che successivamente vennero arrestati e confessarono. Avevano fatto man bassa in appartamenti della zona di via Podgora che avevano porte blindate di una stessa ditta: evidentemente si erano dotati di chiavi adatte a quel tipo di porta.
Altro furto al quarto piano, un paio di anni fa: i ladri scardinarono addirittura la porta d'ingreso e, di giorno, durante il pomeriggio, svuotarono le stanze.
Nell'altra scala dello stesso palazzo (sempre con il numero 38) ricordano bene almeno tre furti. Al terzo piano - racconta una inquilina - la padrona di casa, rientrando, trovò la porta mezza aperta e dette l'allarme chiedendo aiuto, dalle cale, perchè aveva paura di trovarsi - dentro - faccia a faccia con i ladri. Al primo piano i malviventi entrarono in azione mentre il proprietario era fuori. Stette via un'ora o poco più, e quando tornò si rese conto subito che qualcosa non andava: la porta era chiusa, ma senza giro di chiave; e lui invece la chiave, uscendo, l'aveva girata. Entrò e trovò uno scempio. I ladri evidentemente sapevano chi era perchè uno probabilmente si era appostato dietro una finestra (c'erano le tracce) per avverire quando il proprietario sarebbe rientrato e fuggire in tempo. Così fu, tanto che il proprietario, salendo le scale, incrociò due uomini che le scendevano, portando due sacchi scuri. Erano gli oggetti rubati in casa sua, ma lui in quel momento non lo sapeva. Sempre in questa scala ricordano ancora un tentato furo con i ladri che vennero messi in fuga. Che dire? Forse questo palazzo al numero 38 di via Podgora ha qualcosa di particolare che attira l'attenzione dei ladri? Chissà.
«Fortunatamente - dice una inquilina - da qualche tempo i furti non ci sono. Speriamo che i malviventi non ricomincino ad essere attirati dal nostro palazzo»
Un palazzo come tanti in città, questo di via Podgora 38. Con tanto di inferriata a protezione del cortile di ingresso e cancelli che dovrebbero separare l'area condominiale dalla strada. Un bel palazzo, ma nulla di particolare, insomma. Evidentemente però ha qualcosa che attira l'attenzione dei ladri.
Due scale, ci sono, entrambe al numero 38. A entrambe si accede dal cortile.
Nella scala più vicina al cancello d'ingresso - ci spiegano - i furti o i tentati furti che si ricordano sono stati almeno cinque o sei. Cercando di riassumere i vari raid negli appartamenti, si inizia - ricorda uno dei condomini - da più di quindici anni fa, quando venne forzata la porta di un appartamento al quinto piano. La padrona di casa era in casa, sul balcone a stendere i panni per l'esattezza, e non si
accorse dei ladri se non quando rientrò e trovò tutto sottosopra.
Poi una sfilza di furti, nel corso degli anni.
Al quarto piano tentarono di entrare i ladri, due giovani zingari, ma vennero visti dallo spioncino della porta dalla dirimpettaia che chiamò subito la polizia. I malviventi scapparono ma ci furono perfino dei colpi di pistola sparati per le scale.
Al secondo piano l'appartamento era rimasto vuoto per una mezz'ora, ma tanto era bastato ai ladri per entrare e depredarlo. Avevano provato a forzare anche la porta dell'appartamento di fronte, sullo stesso pianerottolo, ma desistettero perchè sentirono rumori nella casa e non vollero correre rischi.
Altro furto, stavolta andato a segno, quando (tre anni fa) i proprietari di un appartamento decisero di andare, una domenica, al Carnevale di Follonica. «Quando a sera tornammo - ricordano - non ci accorgemmo di niente, e andammo a dormire. Ma la mattina dopo scoprimmo che un cassetto era tutto sottosopra, e bastò fare un giro per accorgersi che i cassetti e gli armadi rovistati erano stati tanti. I ladri avevano aperto con una chiave falsa, nonostante la porta fosse blindata. Ad agire furono due romani che successivamente vennero arrestati e confessarono. Avevano fatto man bassa in appartamenti della zona di via Podgora che avevano porte blindate di una stessa ditta: evidentemente si erano dotati di chiavi adatte a quel tipo di porta.
Altro furto al quarto piano, un paio di anni fa: i ladri scardinarono addirittura la porta d'ingreso e, di giorno, durante il pomeriggio, svuotarono le stanze.
Nell'altra scala dello stesso palazzo (sempre con il numero 38) ricordano bene almeno tre furti. Al terzo piano - racconta una inquilina - la padrona di casa, rientrando, trovò la porta mezza aperta e dette l'allarme chiedendo aiuto, dalle cale, perchè aveva paura di trovarsi - dentro - faccia a faccia con i ladri. Al primo piano i malviventi entrarono in azione mentre il proprietario era fuori. Stette via un'ora o poco più, e quando tornò si rese conto subito che qualcosa non andava: la porta era chiusa, ma senza giro di chiave; e lui invece la chiave, uscendo, l'aveva girata. Entrò e trovò uno scempio. I ladri evidentemente sapevano chi era perchè uno probabilmente si era appostato dietro una finestra (c'erano le tracce) per avverire quando il proprietario sarebbe rientrato e fuggire in tempo. Così fu, tanto che il proprietario, salendo le scale, incrociò due uomini che le scendevano, portando due sacchi scuri. Erano gli oggetti rubati in casa sua, ma lui in quel momento non lo sapeva. Sempre in questa scala ricordano ancora un tentato furo con i ladri che vennero messi in fuga. Che dire? Forse questo palazzo al numero 38 di via Podgora ha qualcosa di particolare che attira l'attenzione dei ladri? Chissà.
«Fortunatamente - dice una inquilina - da qualche tempo i furti non ci sono. Speriamo che i malviventi non ricomincino ad essere attirati dal nostro palazzo»
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