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Grosseto
Poker di furti sotto le telecamere
Federico Lazzotti
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IL FILMATO SU ILTIRRENO.IT Il complice al bancone del bar distrae la ragazza mentre l’uomo si china e prendere i soldi dal portafoglio prima di fuggire fuori dal locale dove i due si ritrovanoFIGLI DI LUPIN L'ex operaio, che ha quarant'anni ed è padre di un bimbo, filmato per quattro volte a rubare
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GROSSETO. Un ladro che buca la telecamera. Tra gennaio e marzo, per tre volte, era stato filmato mentre svuotava l'offertorio di una chiesa. Stavolta ci ha riprovato al bar di Casotto pescatori allungando le mani su un portafoglio lasciato vicino al bancone. Anche in questo caso a incastrarlo sono state le riprese delle telecamere interne che hanno filmato tutto.
Attore protagonista del lungometraggio "Un ladro nel mirino", è un ex operaio edile di 40 anni, M.F, grossetano, sposato e padre di un bimbo. Sono le 14.20 di domenica 19 luglio quando l'uomo si presenta nel piccolo locale alle porte di Grosseto in compagnia di un amico. Poco prima un cliente aveva lasciato il portafogli sotto il bancone del bar e si era messo a guardare il Gran premio di Formula 1 in una saletta sul retro.
Dalle riprese si vede il ladro attore che mentre va in bagno nota il portafogli. Lo guarda e poi va a parlare con il complice, C.O., 43 anni di Scansano, pure lui denunciato. Dalle immagini consegnate alla polizia qualche giorno più tardi, si vedono i due che parlottano. Il piano viene messo in pratica pochi istanti dopo. In un primo momento i due gironzolano nella sala sperando di restare da soli. Passano cinque minuti ma c'è sempre qualcuno che gli impedisce di colpire. Così il complice, baffi e camicia a quadri, sceglie il piano B cercando di distrarre la barista. Si presenta alla cassa con 20 euro e chiede di cambiarli in monete per giocare alle slot machine.
È in questo lasso di tempo che il protagonista entra in azione: si sporge dal retro e arraffa i soldi nel borsello, circa 500 euro. Durante la fuga alcune banconote gli cadono anche dalle mani. Dalle riprese si vede il quarantenne che le raccoglie prima di rimetterle in tasca. Al termine della registrazione, che dura una ventina di minuti, si scorgono i due salire su uno scooter scarabeo Aprilia e fuggire con la refurtiva.
Quando il 6 agosto la vittima e il titolare vanno a fare denuncia in Questura, agli agenti della squadra volanti basta uno sguardo per riconoscere nel protagonista del filmato una vecchia conoscenza, già passata sui loro schermi mesi prima.
L'ex operaio edile tra il gennaio e il marzo di quest'anno era stato filmato per due volte nella parrocchia dell'Addolorata, in via Giovanni XXIII. Oltre alle riprese l'unico testimone del furto messo a segno il 23 marzo se l'è trovato davanti non ha avuto dubbi. «E lui che ho visto scappare dalla canonica», ha detto agli agenti. Tre i colpi che la polizia contesta all'uomo, denunciato anche in quel caso per furto aggravato. Il primo risale al 6 gennaio scorso, l'ultimo al 23 marzo. Di questi due ci sono le registrazioni effettuate dalle quattro telecamere installate l'estate scorsa per proteggere opere d'arte e preziosi. Il ladro entra nella chiesa, si guarda intorno e punta verso l'offertorio. Infine lo svuota prima di uscire indisturbato.
Quando gli agenti gli contestano i tre colpi, il 9 giugno scorso all'interno di un supermarket, l'uomo racconta di essersi presentato in chiesa per chiedere aiuto: «Non riesco a pagare le bollette». Stavolta ha solo detto che si era accorto delle telecamere.
Federico Lazzotti
Attore protagonista del lungometraggio "Un ladro nel mirino", è un ex operaio edile di 40 anni, M.F, grossetano, sposato e padre di un bimbo. Sono le 14.20 di domenica 19 luglio quando l'uomo si presenta nel piccolo locale alle porte di Grosseto in compagnia di un amico. Poco prima un cliente aveva lasciato il portafogli sotto il bancone del bar e si era messo a guardare il Gran premio di Formula 1 in una saletta sul retro.
Dalle riprese si vede il ladro attore che mentre va in bagno nota il portafogli. Lo guarda e poi va a parlare con il complice, C.O., 43 anni di Scansano, pure lui denunciato. Dalle immagini consegnate alla polizia qualche giorno più tardi, si vedono i due che parlottano. Il piano viene messo in pratica pochi istanti dopo. In un primo momento i due gironzolano nella sala sperando di restare da soli. Passano cinque minuti ma c'è sempre qualcuno che gli impedisce di colpire. Così il complice, baffi e camicia a quadri, sceglie il piano B cercando di distrarre la barista. Si presenta alla cassa con 20 euro e chiede di cambiarli in monete per giocare alle slot machine.
È in questo lasso di tempo che il protagonista entra in azione: si sporge dal retro e arraffa i soldi nel borsello, circa 500 euro. Durante la fuga alcune banconote gli cadono anche dalle mani. Dalle riprese si vede il quarantenne che le raccoglie prima di rimetterle in tasca. Al termine della registrazione, che dura una ventina di minuti, si scorgono i due salire su uno scooter scarabeo Aprilia e fuggire con la refurtiva.
Quando il 6 agosto la vittima e il titolare vanno a fare denuncia in Questura, agli agenti della squadra volanti basta uno sguardo per riconoscere nel protagonista del filmato una vecchia conoscenza, già passata sui loro schermi mesi prima.
L'ex operaio edile tra il gennaio e il marzo di quest'anno era stato filmato per due volte nella parrocchia dell'Addolorata, in via Giovanni XXIII. Oltre alle riprese l'unico testimone del furto messo a segno il 23 marzo se l'è trovato davanti non ha avuto dubbi. «E lui che ho visto scappare dalla canonica», ha detto agli agenti. Tre i colpi che la polizia contesta all'uomo, denunciato anche in quel caso per furto aggravato. Il primo risale al 6 gennaio scorso, l'ultimo al 23 marzo. Di questi due ci sono le registrazioni effettuate dalle quattro telecamere installate l'estate scorsa per proteggere opere d'arte e preziosi. Il ladro entra nella chiesa, si guarda intorno e punta verso l'offertorio. Infine lo svuota prima di uscire indisturbato.
Quando gli agenti gli contestano i tre colpi, il 9 giugno scorso all'interno di un supermarket, l'uomo racconta di essersi presentato in chiesa per chiedere aiuto: «Non riesco a pagare le bollette». Stavolta ha solo detto che si era accorto delle telecamere.
Federico Lazzotti
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