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Porto S. Stefano
Rischiano di affondare, salvati in tre
Renzo Wongher
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ROCA. L’imbarcazione che stava affondando al largo di Santo StefanoAlfiero Landini va quasi a fondo, lo salva la Guardia Costiera. Il titolare dell'omonimo albergo e della struttura sportivo-ricreativa "La Rosa" è un accanito pescatore a bolentino. Tutte le sere, immancabilmente, con la sua "Roca", un cabinato di sette metri, lo si può individuare a qualche centinaio di metri dall'imboccatura del porto del Valle
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PORTO S. STEFANO. Alfiero Landini va quasi a fondo, lo salva la Guardia Costiera. Il titolare dell'omonimo albergo e della struttura sportivo-ricreativa "La Rosa" è un accanito pescatore a bolentino. Tutte le sere, immancabilmente, con la sua "Roca", un cabinato di sette metri, lo si può individuare a qualche centinaio di metri dall'imboccatura del porto del Valle.
È con la lenza in mano, che si dedica al suo passatempo preferito appena ha un po' di tempo libero. Anche l'altra sera, con mare calmo e brezza di maestrale, era al solito posto. A bordo gli facevano compagnia la moglie e una nipotina. Una serata tranquilla, senonchè, verso le 19.40 Alfiero si accorge che la sua imbarcazione è più bassa sul livello del mare. Va a sincerarsi di cosa si tratta e vede che l'acqua è penetrata nello scafo ed è già sopra i paglioli e il locale motore è allagato. Non gli resta che chiedere soccorso alla Capitaneria di Porto.
In quel momento rientravano a Porto Santo le Motovedette CP 868 e 2087 della Guardia Costiera che avevano partecipato alle ricerche dello scomparso a Follonica. Le due unità sono immediatamente intervenute in soccorso dell'imbarcazione che stava affondando. Le persone sono state subito messe in salvo sulla motovedetta CP868, mentre più complessa e non senza qualche rischio si è presentata la messa in sicurezza dell'imbarcazione di cui rimaneva fuori dall'acqua soltanto la prua.
Nella concitazione del momento, visto che le tre pompe di esaurimento utilizzate dalle motovedette sortivano poco effetto e l'acqua continuava a salire, dalla sala operativa dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Santo Stefano veniva deciso di rimorchiare l'imbarcazione fino all'interno del porto. Qui il cantiere Bo.Ma. provvedeva, mediante la sua autogru, a imbracare l'imbarcazione semiaffondata e alarla in sicurezza sulla banchina Toscana. Le cause dell'incidnete sono ancora in corso di accertamento, ma tutto sembra ricondurre alla rottura, per corrosione, del tubo di scappamento di uno dei due motori.
Renzo Wongher
È con la lenza in mano, che si dedica al suo passatempo preferito appena ha un po' di tempo libero. Anche l'altra sera, con mare calmo e brezza di maestrale, era al solito posto. A bordo gli facevano compagnia la moglie e una nipotina. Una serata tranquilla, senonchè, verso le 19.40 Alfiero si accorge che la sua imbarcazione è più bassa sul livello del mare. Va a sincerarsi di cosa si tratta e vede che l'acqua è penetrata nello scafo ed è già sopra i paglioli e il locale motore è allagato. Non gli resta che chiedere soccorso alla Capitaneria di Porto.
In quel momento rientravano a Porto Santo le Motovedette CP 868 e 2087 della Guardia Costiera che avevano partecipato alle ricerche dello scomparso a Follonica. Le due unità sono immediatamente intervenute in soccorso dell'imbarcazione che stava affondando. Le persone sono state subito messe in salvo sulla motovedetta CP868, mentre più complessa e non senza qualche rischio si è presentata la messa in sicurezza dell'imbarcazione di cui rimaneva fuori dall'acqua soltanto la prua.
Nella concitazione del momento, visto che le tre pompe di esaurimento utilizzate dalle motovedette sortivano poco effetto e l'acqua continuava a salire, dalla sala operativa dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Santo Stefano veniva deciso di rimorchiare l'imbarcazione fino all'interno del porto. Qui il cantiere Bo.Ma. provvedeva, mediante la sua autogru, a imbracare l'imbarcazione semiaffondata e alarla in sicurezza sulla banchina Toscana. Le cause dell'incidnete sono ancora in corso di accertamento, ma tutto sembra ricondurre alla rottura, per corrosione, del tubo di scappamento di uno dei due motori.
Renzo Wongher
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