Scarlino
Gommoni e piccoli natantibloccano per protesta l'uscita dalla Fiumara
Michele Nannini
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FIUMARA. Momenti della protesta per le norme sullo scivolo a mareUna quindicina di imbarcazioni, fra gommoni e natanti grandi e piccoli, l'uno accanto all'altro per denunciare l'abbandono della Fiumara e le nuove norme di utilizzo dello scivolo di alaggio.
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SCARLINO. Una quindicina di imbarcazioni, fra gommoni e natanti grandi e piccoli, l'uno accanto all'altro per denunciare l'abbandono della Fiumara e le nuove norme di utilizzo dello scivolo di alaggio. La protesta annunciata dalle associazioni "Brezze di Mare" e "Circolo Scarlinese" è andata in scena ieri mattina, ultimo sabato della calda stagione agostana, proprio davanti allo scivolo oggetto principale della protesta da quando, dopo la sua riapertura, è stato sottoposto a vincoli di utilizzo orario.
Qualche disagio per chi voleva uscire in mare, ma, alla fine, le motivazioni della protesta hanno convinto tutti a pazientare un po' prima di godersi la tanto agognata giornata di mare. «L'abbandono della Fiumara inizia dopo l'alluvione del 2005 - spiegano le associazioni nautiche - gli ormeggi non sono stati ancora sistemati ma la società di gestione Promomar ha ottenuto la proroga decennale della concessione. Ultimo problema lo scivolo di alaggio, ed anche in questo caso la Promomar sembra volersene appropriare».
L'alaggio dei natanti, dopo che lo scivolo è stato risistemato e riaperto ad inizio estate, è infatti adesso regolamentato con orari precisi e con personale incaricato di provvedere alle operazioni. «La struttura però può essere utilizzata gratuitamente e liberamente da tutti gli utenti - continuano i responsabili delle associazioni - come previsto dalle disposizioni amministrative, ma ancora una volta appare chiaro l'atteggiamento finalizzato ad allontanare dall'area della Fiumara piccole imbarcazioni e gommoni. Fra l'altro, per mantenere la caratteristica sociale dell'approdo e per poterlo utilizzare gratuitamente e liberamente da tutti, le associazioni nautiche avevano già chiesto nel 2008 la gestione dello stesso, ottenendo risposta negativa».
Durante la protesta, che ha bloccato l'utilizzo dello scivolo per circa un'ora e reso disagevole il transito in Fiumara dei natanti in entrata ed in uscita, sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Scarlino ed i responsabili dell'Ufficio Locale Marittimo. Verso le 11 le imbarcazioni si sono dirette alla bocca del porto del Puntone per poi concludere la loro protesta. Anche se la battaglia sembra sia destinata a continuare ancora a lungo.
Michele Nannini
Qualche disagio per chi voleva uscire in mare, ma, alla fine, le motivazioni della protesta hanno convinto tutti a pazientare un po' prima di godersi la tanto agognata giornata di mare. «L'abbandono della Fiumara inizia dopo l'alluvione del 2005 - spiegano le associazioni nautiche - gli ormeggi non sono stati ancora sistemati ma la società di gestione Promomar ha ottenuto la proroga decennale della concessione. Ultimo problema lo scivolo di alaggio, ed anche in questo caso la Promomar sembra volersene appropriare».
L'alaggio dei natanti, dopo che lo scivolo è stato risistemato e riaperto ad inizio estate, è infatti adesso regolamentato con orari precisi e con personale incaricato di provvedere alle operazioni. «La struttura però può essere utilizzata gratuitamente e liberamente da tutti gli utenti - continuano i responsabili delle associazioni - come previsto dalle disposizioni amministrative, ma ancora una volta appare chiaro l'atteggiamento finalizzato ad allontanare dall'area della Fiumara piccole imbarcazioni e gommoni. Fra l'altro, per mantenere la caratteristica sociale dell'approdo e per poterlo utilizzare gratuitamente e liberamente da tutti, le associazioni nautiche avevano già chiesto nel 2008 la gestione dello stesso, ottenendo risposta negativa».
Durante la protesta, che ha bloccato l'utilizzo dello scivolo per circa un'ora e reso disagevole il transito in Fiumara dei natanti in entrata ed in uscita, sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Scarlino ed i responsabili dell'Ufficio Locale Marittimo. Verso le 11 le imbarcazioni si sono dirette alla bocca del porto del Puntone per poi concludere la loro protesta. Anche se la battaglia sembra sia destinata a continuare ancora a lungo.
Michele Nannini
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